BRASILE. Tutti pazzi per gli sconti

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Sconti: avanti tutta. Se volete fare affari in Brasile, sappiate che i brasiliani più di chiunque altro al mondo comprano in stagione di saldi. A riferirlo Kantar Worldpanel, società globale specializzata nel comportamento dei consumatori, che in un sondaggio pubblicato 21 giugno afferma che il Brasile è tra i paesi con il maggior potenziale di acquisti promozionali. Il tasso nazionale è il 40,1% davanti a Argentina (40%), Regno Unito (38%), l’Italia (34,5%), Paesi Bassi (20,6%), Germania (17,4%), la Spagna (14,5%) e Francia (13,5%).

Nel 25% delle occasioni di acquisto, la promozione viene presa in considerazione da parte dei consumatori e il 55% di loro dichiara che il prezzo ridotto è il fattore principale nella scelta del negozio. Un altro dato che attira abbastanza l’attenzione: è che l’80% dei consumatori brasiliani acquista nel corso del primo trimestre 2017.

Il campione di Kantar Worldpanel dimostra che i cosiddetti “indipendenti maturi” (oltre 50 anni) spendono più della “gioventù indipendente” (fino a 49 anni), perché vivono lo shopping come un programma e non come un obbligo. Gli anziani sono stati in media 88 volte al punto di vendita che riportava la parola sconti nel 2016 (aprile 2016-marzo 2017), mentre il più giovane, nello stesso periodo, ha visitato negozi delle svendite 78 volte. Solo le coppie con figli adulti superano i primi due, con 93 viaggi al punto di vendita.

Sfogliando il rapporto del sondaggio possiamo affermare con certezza che il brasiliano ama la promozione. E a differenza dei luoghi comuni si scopre che in Brasile le persone ‘mature e indipendenti’ spendono almeno il 14% in più sulla promozione rispetto ai ‘giovani indipendenti’. Tre le cose che attirano come mosche i brasiliani ai negozi le carta fedeltà, con tanto di invio per posta io via cellulare delle imminenti promozioni. Di fatto, spiegano gli operatori del sondaggio, dietro all’acquisto in saldo c’è la necessità di risparmiare. Soprattutto per le coppie con figli. Soprattutto se non si vuole rinunciare al band di moda.

Anna Lotti