BRASILE. Sospeso l’export di pesce verso l’UE

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Il Brasile ha annunciato, il 26 dicembre scorso, una sospensione temporanea delle esportazioni di pesce verso l’Unione europea, dopo che gli ispettori dell’Unione europea hanno rilevato una serie di irregolarità nel modo in cui alcune imprese brasiliane applicano le norme di sicurezza alimentare.

L’arresto delle forniture avrà effetto dal 3 gennaio in concomitanza con l’attuazione di un piano d’azione volto a rispondere alle preoccupazioni sollevate dall’Ue in seguito ad un audit svolto a settembre, ha dichiarato il ministero dell’Agricoltura brasiliano in un comunicato ripreso da Efe. L’obiettivo della sospensione è prevenire eventuali azioni unilaterali da parte dell’Ue e gettare le basi per la ripresa delle esportazioni una volta risolti i problemi, ha dichiarato il Ministero.

Il piano d’azione prevede un’ispezione approfondita delle navi utilizzate dagli esportatori brasiliani di prodotti ittici per il trasporto di merci in Europa.

Allo stesso tempo, il Brasile intende chiedere all’Ue di stabilire norme diverse per il pesce pescato allo stato “libero” e per quello allevato negli stabilimenti. Poiché i problemi individuati dagli ispettori dell’Ue si limitavano alla sola categoria della pesca allo stato libero, la creazione di una chiara distinzione tra i due consentirebbe una più rapida ripresa delle esportazioni di pesce allevato in allevamento, ha detto il ministero.

La missione di ispezione dell’Ue si è concentrata sulle imprese dello Stato meridionale di Santa Catarina, primo esportatore brasiliano di prodotti ittici. Gli ispettori hanno rilevato problemi con sei delle 10 società esaminate.

Il capo della Associação Brasileira de Pecuária, Francisco Medeiros, ha detto dopo un incontro con i funzionari del ministero dell’Agricoltura che la sospensione delle esportazioni avrebbe dovuto essere limitata alle imprese in cui erano stati riscontrati dei problemi. «La maggior parte degli impianti funzionano nel rispetto della legge e soddisfano le richieste europee e statunitensi, quindi anche il fatto di essere colpiti dalla sospensione è un fatto che non può essere giustificato», ha dichiarato Medeiros.

Luigi Medici