Rifugiati siriani a Rio de Janeiro

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BRASILE – Rio de Janeiro 09/023/2016. Un gruppo di rifugiati siriani in Brasile ha denunciato di essere costretto a lavorare in nero a causa delle difficoltà che gli immigrati incontrano nell’ottenere permessi di lavoro comunali.

Secondo Efe, la stragrande maggioranza dei 2.000 siriani che, secondo i dati ufficiali, è arrivata in Brasile negli ultimi anni ha finito per vendere cibo per le strade, uno dei pochi posti di lavoro non reso impossibile dalla barriera della lingua portoghese.
I venditori ambulanti di cibo arabo si sono moltiplicati negli ultimi mesi in grandi città come San Paolo e Rio de Janeiro, dove la cucina di questo tipo è molto popolare a causa della presenza e influenza degli immigrati libanesi.
Lungaggini burocratiche rendono poi complicato l’ottenimento dei permessi e nell’attesa molti rifugiati diventano abusivi nei punti più celebri di Rio come Copacabana.
Secondo quanto denunciato dai rifugiati, la lista dei siriani è lunga e per loro non esiste una procedura particolare ma devono seguire lo stesso iter dei locali, un iter che può durare anche anni.
Secondo la Caritas brasiliana a Rio ci sarebbero 188 nuclei familiari siriani presenti dal 2014, la maggior parte dei quali dedicati alla vendita di cibo nelle strade, anche se alcuni sono riusciti a trovare lavoro nei ristoranti, e altri ancora insegnano l’arabo, proprio in un progetto della stessa Caritas.