Brasile all’asciutto: poca energia idroelettrica

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BRASILE – Brasilia 05/03/2015. Il ministro dell’energia e delle miniere del Brasile il 4 marzo ha riconosciuto la grave crisi, innescata dalla siccità, che colpisce il sistema idroelettrico del paese, ma ha aggiunto che il rischio di razionamento è minimo.

Eduardo Braga è comparso davanti alla camera bassa del Congresso del Brasile per discutere del sistema elettrico nazionale sulla scia di numerosi e recenti blackout, una situazione che gli esperti dicono potrebbe peggiorare nel breve termine a causa delle scarse piogge registrate. I serbatoi delle dighe idroelettriche del Brasile, che rappresentano circa il 70 per cento della capacità di generazione elettrica del paese, sono al loro livello più basso dal 2001, quando la nazione sudamericana è stata costretta a razionare l’energia. «Ci piacerebbe avere più pioggia, ma anche con i serbatoi a livelli inferiori a quelli del 2001 dovremo essere in gradi di continuare a fornire energia a causa della robustezza del sistema», ha detto Braga. Il Brasile ha aumentato la sua capacità complessiva di generazione negli ultimi dieci anni e dal 2010 ha cercato di diversificare la propria matrice energetica, riducendo la sua dipendenza dall’energia idroelettrica. Diciannove nuovi progetti idroelettrici sono in fase di sviluppo, assieme a 34 impianti alimentati a gas naturale, 420 parchi eolici e 31 parchi. Braga ha detto che la situazione è particolarmente problematica in tre stati del sud-est, la parte più popolosa e industrializzata: Rio de Janeiro, San Paolo e Minas Gerais. La popolazione in questi Stati deve «cooperare» ed evitare di sprecare acqua, secondo Braga, anche se il ministro ha detto che finora non vi è alcun rischio di razionamento.