Brasile. Diminuisce l’insicurezza alimentare

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BRASILE – Rio de Janeiro 19/12/2014. Circa 7,2 milioni di persone in Brasile hanno sofferto la fame lo scorso anno e 54 milioni, ovvero quasi un quarto della popolazione del paese, ha vissuto nell’insicurezza alimentare nonostante i progressi nella lotta contro la povertà.

Questi dati comunicati dal governo brasiliano il 18 dicembre. Il numero di brasiliani che affrontano una grave mancanza di cibo è diminuito del 35,7 per cento negli ultimi quattro anni, secondo l’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, o Ibge. Nello studio Ibge, il numero di persone esposte all’insicurezza alimentare, definita come “possibilità di permettersi certe categorie di prodotti alimentari” o “avere una preoccupazione ben fondata sul prossimo pasto”, è diminuito da 66,2 milioni nel 2009 a 54 milioni. Lo studio Ibge sulla sicurezza alimentare, basato su un’ampia indagine sulle famiglie, ha mostrato che la percentuale di nuclei familiari che vivono nell’insicurezza alimentare è sceso dal 34,8 per cento nel 2004 al 22,6 per cento nel 2013. La grave insicurezza alimentare è scesa dal 5 per cento nel 2009 al 3,2 per cento nel 2013, il livello più basso mai registrato. Questi risultati riflettono l’impatto dei sussidi distribuiti tra i più poveri del Brasile da parte del governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2011) e da quello del suo successore, il riconfermato capo dello Stato Dilma Rousseff. Secondo Ibge, il 77,4 per cento dei brasiliani, 65,3 milioni di famiglie del paese, godeva di sicurezza alimentare nel 2013. Tradotto in numeri, si tratta di 149,4 milioni di persone, ovvero il 72,2 per cento della popolazione. Il numero di brasiliani con accesso sicuro al cibo è aumentato di 21,7 milioni tra il 2009 e l’anno scorso. L’insicurezza alimentare è stata peggiore nella regione nord-orientale del paese, in cui il 38,1 per cento delle famiglie non ha avuto accesso costante al cibo, rispetto al 14,5 per cento del più prospero sud-est.