BRASILE. Gli effetti perversi del blocco sul Venezuela: Roraima al buio 

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Lo stato brasiliano di Roraima sta affrontando una potenziale perdita di approvvigionamento elettrico, in quanto il blocco economico imposto al Venezuela impedisce alle autorità di Roraima di estinguere un debito di 40 milioni di dollari con il Venezuela per la fornitura di corrente elettrica.

Il governo brasiliano ha confermato che il blocco economico imposto dagli Stati Uniti e dall’Unione europea nei confronti del Venezuela impedisce alle autorità di estinguere un debito di 40 milioni di dollari nei confronti della Corporacion Electrica Nacional del Venezuela, minacciando la continuità della fornitura di elettricità nello Stato brasiliano di Roraima, riporta TeleSur. 

Il Ministro degli Esteri brasiliano Aloysio Nunes ha dichiarato, martedì scorso che «il debito nei confronti della nazione caraibica non è stato pagato a causa del blocco economico e finanziario da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea nei confronti del Venezuela».

Due giorni dopo, il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza,  ha postato un Tweet con una notizia della Afp in cui il Brasile confermava di stare negoziando con Caracas per evitare tagli all’elettricità, dicendo «questo è la prova più inconfutabile dell’effetto perverso che il blocco contro il Venezuela ha: il ministro degli Esteri brasiliano riconosce che a causa delle sanzioni Usa-Ue non hanno trovato il modo di pagare i servizi energetici a #CORPOELEC. Oltre 40 milioni di dollari di debito».  Lo stato confinante di Roraima riceve il suo approvvigionamento energetico attraverso una linea di trasmissione inaugurata nel 2001 dall’allora presidente venezuelano Hugo Chavez e dal suo omologo Fernando Henrique Cardoso.  

Nunes ha detto che il Brasile vuole estinguere il debito, ma non ha trovato meccanismi di pagamento che non si scontrino con la restrizione imposta da Stati Uniti e Unione europea. Il 4 giugno scorso, Caracas ha avvertito il Brasile che se non poteva pagare entro 90 giorni, la società statale avrebbe potuto porre termine al contratto di fornitura.

Graziella Giangiulio