BRASILE. Dopo il Carnevale, Rio è sotto legge marziale

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L’esercito brasiliano ha assunto il pieno controllo della sicurezza a Rio de Janeiro e nello Stato circostante, nel tentativo di combattere la violenza delle bande. La decisione è arrivata dopo che il ministero della Difesa ha detto che la sicurezza in città era ormai compromessa.

Il Presidente Michel Temer ha firmato un decreto che conferisce il controllo della sicurezza a Rio de Janeiro alle forze armate in risposta alla spirale della violenza delle bande del narcotraffico.

L’esercito già era presente nelle nelle favelas, patria dei narcotrafficanti, e aveva già contribuito alla sicurezza durante la Coppa del Mondo 2014 e le Olimpiadi estive 2016.

Ma il decreto, che è entrato in vigore immediatamente, conferisce il potere ai militare in tutte le operazioni di polizia nello stato di Rio. Deve essere approvato da entrambe le Camere del Congresso entro 10 giorni, riporta DW.

«La criminalità organizzata è quasi subentrata allo stato a Rio de Janeiro. Si tratta di una metastasi che si sta diffondendo nel nostro paese e minaccia la nostra popolazione. Ecco perché abbiamo deciso l’intervento (…) La nostra amministrazione darà una risposta dura e ferma», ha detto Temer.

La missione militare durerà fino alla fine dell’anno.

L’intervento militare solleva anche interrogativi sulla responsabilità. Se i soldati commettessero crimini durante i pattugliamenti, non saranno giudicati dai tribunali civili. È la prima volta che i militari assumono il controllo della sicurezza di uno Stato dal ritorno alla democrazia nel 1985.

Il ministro della Difesa Raul Jungmann ha detto che il decreto metterà in atto «un sistema di sicurezza più robusto, meglio coordinato, con un servizio di intelligence migliore che non avrebbe inciso sulla democrazia del paese», ha detto. 

Sottolineando il terribile stato di sicurezza di Rio, negli ultimi anni il Carnevale è stato segnato da violenze e aggressioni. La decisione di Temer è anche un tentativo di distrarre l’opinione pubblica brasiliana dal calo di popolarità registrato e dall’incapacità di far avanzare la riforma delle pensioni prima delle elezioni previste per ottobre.

Maddalena Ingrao