Roussef sulla graticola della Cassazione

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BRASILE – Brasilia 10/12/2015. Un membro della Corte Suprema del Brasile ha emesso un’ingiunzione che impedisce alla camera bassa del Congresso di completare la nomina del comitato per l’impeachment del presidente Dilma Rousseff.

Il presidente della Camera Eduardo Cunha, un nemico della Rousseff, aveva autorizzato l’apertura di una procedura di impeachment contro il presidente per falso in bilancio. Il 8 dicembre, la camera bassa ha scelto i primi membri di un comitato di 65 persone che analizzerà le accuse e determinerà se esse abbiano valore giuridico sufficiente per portare alle dimissioni della Rousseff. Sono stati scelti 39 parlamentari che si oppongono al presidente e i restanti andavano scelti il 9 dicembre ma la sessione è stata sospesa dalla decisione presa da uno degli 11 giudici della Cassazione brasiliana: Luiz Edson Fachin. Fachin ha emesso un’ingiunzione in risposta a una mozione promossa dal Partito comunista brasiliano, in cui ha contestato la procedura adottata per la gestione dei procedimenti contro Rousseff e, in particolare, il fatto che la scelta dei membri del comitato fosse stata fatta con voto segreto. Secondo i comunisti, tutti i voti nella camera bassa devono essere palesi, e quindi hanno chiesto che la scelta fatta debba essere annullata chiedendo una nuova elezione. Fachin ha ordinato al Congresso di sospendere il tutto fino al pronunciamento della Corte Suprema, previsto per il 16 dicembre.