BRASILE. Caracas paga parte dei suoi debiti

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Il segretariato brasiliano per gli affari internazionali del ministero delle Finanze ha reso noto che, il 5 gennaio 2018, la Banca centrale del Venezuela, Bcv, ha pagato i debiti con il Brasile dovuti a settembre per il secondo quadrimestre del 2017, ai sensi dell’accordo sui pagamenti e i crediti reciproci, Ccr: l’importo pagato è stato pari a 262,5 milioni di dollari.

Secondo Efe, le entrate sono state possibili grazie ad un’iniziativa congiunta tra il Segretariato per gli affari internazionali, la Banca centrale del Brasile e le banche finanziatrici. «A causa del pagamento da parte della Banca Centrale del Venezuela, in data 9 gennaio 2018, la Banca Centrale del Brasile ha trasferito gli importi dovuti alle istituzioni finanziarie autorizzate con le operazioni di esportazione registrate nel periodo di quattro mesi, pagando i debiti interni brasiliani nel processo» riferisce il ministero delle Finanze.

I fondi hanno coperto Bndes, Credit Suisse e Bank of China per operazioni di finanziamento delle esportazioni brasiliane in Venezuela. Se il Venezuela non avesse pagato, il fondo brasiliano di garanzia sulle esportazioni, Fge, avrebbe dovuto prelevare il denaro dal tesoro brasiliano per pagare le rate, una situazione che sta accadendo per il mancato pagamento delle importazioni brasiliane da parte del Mozambico.

L’operazione è stata effettuata sulla base dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale «poiché il debitore ha indicato problemi operativi per rimborsare il debito in dollari» ha detto il ministero delle Finanze del Brasile. Il Brasile segnala inoltre che il Venezuela non ha onorato gli impegni assunti nei confronti del Ccr previsti per gennaio 2018, pari a 274,6 milioni di dollari: «Il governo brasiliano adotterà misure per ottenere la liquidazione di tali pagamenti», riferisce il ministero.

Il Venezuela ha impiegato 3,7 miliardi di dollari di diritti speciali di prelievo presso il Fmi e i rimanenti fondi Dsp del Fmi non sono sufficienti per saldare i debiti brasiliani residui.

Il Brasile ha chiuso il 2017 con un tasso di inflazione del 2,95 per cento, il livello più basso in 19 anni, stando ai dati dell’Istituto brasiliano di Geografia e Statistiche, Ibge.

L’economia brasiliana sta lentamente recuperando, dopo aver registrato una contrazione del 3,8% nel 2015, la peggiore performance degli ultimi 25 anni, e del 3,6% nel 2016, segnando la prima riduzione del Pil dal 1931 per due anni consecutivi. Si prevede che il tasso di inflazione raggiungerà il 3,95% nel 2018, ben al di sotto dell’obiettivo del 4,5% fissato dal governo.

Maddalena Ingroia