Ribasso nella crescita brasiliana

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BRASILE – Brasilia 25/09/2015. La Banca Centrale del Brasile ha rivisto al ribasso le sue previsioni per il 2015, prevedendo che l’economia si contrarrà del 2,7 per cento e che l’inflazione salirà al 9,5 per cento.

L’autorità monetaria a giugno aveva previsto che l’economia del Brasile si sarebbe ridotta del 1,1 per cento e che l’inflazione sarebbe arrivata al 9 per cento; il 24 settembre, ha fatto nuove previsioni nel suo ultimo rapporto trimestrale.

All’inizio della settimana, l’amministrazione del presidente Dilma Rousseff prevedeva che l’economia del Brasile si sarebbe ridotta del 2,44 per cento nel 2015, a fronte di una previsione precedente del 1.49.

Con le pessimistiche previsioni della Banca centrale per il 2015, l’economia del Brasile ora è in linea con l’analisti del settore privato, che prevede una contrazione del 2,7 per cento.

L’austerità predicata del governo, i tagli alla spesa e gli aumenti delle tasse hanno contribuito a un ulteriore raffreddamento dell’economia, si legge nello studio dell’istituto: «L’attività economica in Brasile continua ad essere influenzata dall’aggiustamento macroeconomico ora in corso (…) necessario ed essenziale far quadrare i conti pubblici e di esercitare un maggiore controllo sul tasso di inflazione».

Il 2014 ha registrato un deficit di bilancio primario cumulato pari a12 miliardi e 510 milioni di dollari, un dato che ha messo le finanze pubbliche in rosso per la prima volta dal 2001. A ciò si aggiungono le difficoltà politiche e giudiziarie del governo e della stessa Rousseff legate allo scandalo Petrobras.