BRASILE. Addio Copacabana e Ipanema

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Copacabana e Ipanema evocano immagini di sabbia bianca e acqua cristallina, ma la realtà delle spiagge del Brasile è molto diversa, secondo un recente studio della Folha de S.Paulo Daily.

Tra i luoghi di villeggiatura balneari del paese e delle città, solo il 42 per cento può vantare spiagge con acqua ottimale per la balneazione, mentre il 29 per cento hanno spiagge che si trovano in cattive o terribili condizioni.

Quelle con l’acqua di più alta qualità si trovano in stati del sud come il Rio Grande do Sul e il Paranà che sono meno frequentate dai turisti, secondo lo studio, che ha basato le sue conclusioni sulle informazioni fornite dai consigli ambientali statali.

Botafogo e Flamengo sono le spiagge più inquinate di Rio de Janeiro, mentre la qualità dell’acqua nelle popolari e iconiche spiagge metropolitane di Copacabana e Ipanema sono «raramente» ottime, in parte a causa dell’inquinamento della Guanabara Bay.

«La Guanabara Bay è una discarica con tutte le acque reflue di Rio», ha detto il biologo brasiliano Mario Moscatelli, ripreso da Efe, aggiungendo che le acque reflue dalla laguna, come Rodrigo de Freitas sfocia su Copacabana e Ipanema.

A questo vanno aggiunti i rifiuti lasciati dai bagnanti, che lasciano dietro una quantità enorme di cibo, piatti e sacchetti di plastica, lattine di birra, mozziconi di sigarette e anche i contenitori di cartone e scatole, tutti materiali che aggravano il problema dell’alto tasso di inquinamento marino.
La volontà politica di risolvere il problema è carente, ha aggiunto lo studioso di origine italiana, aggiungendo che i politici hanno stornato i fondi stanziati per la pulizia della spiaggia.

«Al momento è un problema che non sarà mai risolto. Potrà solo andare a peggiorare. Le spiagge e le baie stanno per diventare molto più sporche, e ci saranno i laghi sempre più inquinati», ha detto Moscatelli.

Maddalena Ingrao