Attentato fondamentalista in Bosnia

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BOSNIA – ERZEGOVINA – Sarajevo 28/04/2015. La polizia bosniaca ha annunciato il28 aprile di aver arrestato un sospetto appartenente a un gruppo militante radicale, dopo un attacco ad una stazione di polizia.

Gridando “Allahu Akbar” (Dio è grande), riporta l’Afp, un uomo armato ha aperto il fuoco contro una stazione di polizia nella città di Zvornik il 27 aprile, uccidendo un ufficiale e ferendone altri due prima di essere ucciso a sua volta. L’aggressore è stato identificato come Nerdin Ibric, 24 anni, vicino ai movimenti islamici integralisti. L’arrestato sarebbe noto alle autorità ed proviene dallo stesso villaggio di Ibric, ha poi detto il  ministro dell’Interno bosniaco Dragan Lukac: «Si tratta di una persona già interrogata per i viaggi in Siria» ha detto Lukac in conferenza stampa. Secondo un servizio del canale televisivo TV1, l’arrestato era stato in Siria fino allo scorso anno ed è stato sottoposto a fermo a settembre durante un’indagine sull’organizzazione wahhabita serba. La polizia ha detto di aver interrogato diverse altre persone, ma non ha fornito dettagli. Le relazioni tra serbi e musulmani sono rimaste tese dalla fine della guerra interetnica 1992-1995 tra le tre comunità principali della Bosnia: serbi, musulmani e croati. L’attacco alla stazione di polizia sembra essere il primo del suo genere nel territorio serbo di Bosnia, anche se ci sono stati incidenti analoghi nel paese in passato. Il ministro della Sicurezza bosniaco Dragan Mektic ha detto ai giornalisti che le autorità stavano esaminando i motivi di «questo atto criminale. Dobbiamo capire come e dove è stato pianificato e anche se ci sia un possibile contesto più ampio di riferimento», ha aggiunto. Nell’ottobre 2011, un estremista ha aperto il fuoco contro l’ambasciata americana a Sarajevo, ferendo un poliziotto prima di essere ferito e arrestato. Nel giugno 2010, un estremista lanciò un ordigno esplosivo in una stazione di polizia nella città bosniaca di Bugojno, uccidendo un poliziotto e ferendone altri sei. Circa 150 bosniaci avrebbero aderito ai gruppi che combattono in Iraq e Siria, mentre circa 50 sono rientrati in Bosnia, secondo i servizi di intelligence.