BOLIVIA. Prorogato il governo straordinario fino alle prossime elezioni

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La Corte costituzionale boliviana ha prorogato i termini del mandato dell’amministrazione del presidente ad interim Jeanine Añez e della legislatura nazionale fino al giuramento di nuovi parlamentari dopo le elezioni generali del 3 maggio. La sentenza della corte è arrivata pochi giorni prima della scadenza dei termini. I giudici della Corte costituzionale hanno annunciato la sentenza a Sucre, capitale costituzionale della Bolivia e sede del potere giudiziario.

Anche i mandati delle autorità a livello subnazionale, governatori, legislatori regionali, sindaci e consiglieri, saranno prorogati fino a dopo il giuramento di nuovi funzionari, riporta Efe. I giudici hanno detto che il tribunale non ha modificato la durata dei mandati dei titolari delle cariche stabilite dalla costituzione, ma ha invece «cercato di trovare una soluzione giuridica e costituzionale al vuoto politico che sarebbe esistito dal 23 gennaio fino al giuramento di altri funzionari eletti a livello nazionale e subnazionale».

Nuove elezioni generali sono state programmate per il 3 maggio, dopo l’annullamento delle votazioni del 20 ottobre, vinte tra mille proteste dal presidente uscente Evo Morales. Queste elezioni sono state infine annullate dopo che una verifica dell’Organizzazione degli Stati Americani, condotta viste le accuse di frode da parte dell’opposizione boliviana, incluso il candidato rivale Carlos Mesa, ha rilevato che i risultati non potevano essere convalidati a causa di «azioni deliberate che cercavano di manipolare» il conteggio dei voti.

Morales ha accettato una tornata elettorale il 10 novembre 2019 dopo che l’Osa ha pubblicato il suo rapporto, ma è stato costretto a dimettersi ore dopo, dopo aver perso l’appoggio dei militari. Añez, un ex vice leader di destra del Senato, è così diventato il nuovo leader del paese andino dopo che anche diversi alleati di Morales si sono dimessi, tra cui il vice presidente e i leader del Senato e della Camera.

Morales, che dice di essere stato costretto ad andarsene con un colpo di stato e che attualmente vive in esilio in Argentina, ha chiesto che Añez lasci il suo incarico il 22 gennaio, quando il suo terzo mandato sarà in scadenza, e che la presidente della Corte Suprema, Maria Cristina Diaz, prenda il suo posto.

Questa linea di successione esisteva già nella precedente costituzione in vigore prima del 2009, ma non nell’attuale, emanata in quell’anno da Morales. I nemici politici dell’ex capo di Stato hanno chiesto che non vengano prorogati i mandati dei membri del Senato e della Camera dei deputati, entrambi controllati dal partito di sinistra, il Mas di Morales.

Tommaso dal Passo