BOLIVIA. Morales rivuole una costa sul Pacifico

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Il presidente boliviano Evo Morales ha annunciato nei giorni scorsi che la nazione andina stava valutando una nuova azione legale contro il Cile in relazione a tre controversie bilaterali.

Alla commemorazione del 138° anniversario della perdita di territorio costiero del Pacifico in una guerra del XIX secolo con il Cile.

La Bolivia ha presentato una denuncia contro il Cile davanti al Tribunale internazionale dell’Aja quattro anni fa. La Paz ha presentato le proprie argomentazioni del caso la scorsa settimana, mentre Santiago ora ha fino al 21 settembre per presentare la sua controreplica.

La Bolivia ha perso 400 chilometri di costa e 120.000 kmq di territorio come conseguenza della sua partecipazione alla guerra del Pacifico (1879-1880), un conflitto in cui il Cile ha sconfitto le forze combinate di Perù e Bolivia e ha tolto territorio a entrambi i paesi.

A causa della disputa sull’accesso al mare, il Cile e la Bolivia non hanno piene relazioni diplomatiche dal 1962, ad eccezione di una breve ripresa dei legami tra il 1975 e il 1978, quando entrambe le nazioni erano governate da regimi militari.

Morales ha detto che la Bolivia stava studiando come intraprendere nuove azioni legali nei forum internazionali per assicurare il rispetto nei porti cileni dei diritti di transito della Bolivia, negati in alcuni casi.

Al centro della disputa, riporta Efe, sono gli scioperi ricorrenti da parte di funzionari portuali e doganali cileni che, secondo La Paz, negano alla Bolivia i propri diritti in virtù dei trattati di libero passaggio e danneggiano la sua economia e la capacità di esportare merci.

Ha detto che si tratta di una rappresaglia contro la Bolivia per il deposito della denuncia sull’accesso al mare presso la Corte Internazionale di Giustizia nel 2013.

La Bolivia sta anche preparando la sua risposta alle richieste del Cile nel caso sull’uso delle acque del fiume Silala.

Maddalena Ingrao