BLOCKCHAIN. Se Internet appartiene agli americani, la blockchain appartiene a Pechino e Mosca

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L’industria del petrolio non è riuscita a impedire alle start-up di Internet di usurparle il primato economico all’inizio del millennio; oggi la grande tecnologia sta cercando di fermare la blockchain.

L’Apple smartphone ha dieci anni ed ha cambiato i tempi. Apple ha rilasciato il suo primo iPhone nel 2007 e ha aperto l’App Store online nel 2008. Nel 2009 Apple aveva venduto più di 35 milioni di iPhone e l’App Store aveva registrato più di un miliardo di download. Oggi questi numeri si avvicinano rapidamente a 1,5 miliardi di vendite di iPhone e a più di 130 miliardi di download di app store in un decennio. Prima dell’iPhone, l’economia globale era dominata dal petrolio. Nel 2006, l’elenco delle società più ricche al mondo, per capitalizzazione di mercato, era guidato dalla ExxonMobil, seguita da General Electric, Microsoft, Citigroup, British Petroleum e Shell.

Dieci anni dopo, nel 2016, lo stesso elenco era cambiato drasticamente ed era dominato dalle “start-up” tecnologiche: Apple è in testa alla classifica, seguita da Google, Microsoft, Amazon, ExxonMobil e Facebook. Si era aperta l’era della tecnica, di ricorda Asia Times. Oggi la stessa lista è cambiata di nuovo: Amazon è sì al numero due, ma Apple continua a dominare e presto diventerà la prima azienda del mondo da un trilione di dollari. Come sarà quella stessa lista nel 2028? La risposta potrebbe essere nell’informatica quantistica, o nell’intelligenza artificiale o nella Blockchain. Da quando il Bitcoin è salito di prezzo nel 2017, da circa 1.000 dollari in gennaio 2017 a quasi 20.000 dollari a dicembre 2017, le attività crypto sono passate nello stesso periodo da 15 miliardi di dollari a 500 miliardi di dollari; per molti una nuova bolla speculativa. 

Le cryptovalute si stanno però diffondendo: negli ultimi mesi c’è stata un’ondata di interesse istituzionale da parte di Wall Street nelle piattaforme di trading crypto, Pechino ha annunciato una criptovaluta sostenuta dallo stato cinese. Nel 2017, Pechino ha depositato più brevetti blockchain di tutti gli altri paesi messi insieme, mentre la Russia ha detto che il dominio blockchain era una priorità numero uno per il Cremlino. Inoltre, la Blockchain è vista da una parte della politica Usa come il risveglio dell’idea di nazione. Negli Usa, il “gruppo” di Google ha annunciato che avrebbe bloccato la pubblicità legata alle crypto, scatenando una class action con l’accusa di blocco della concorrenza.  

Antonio Albanese