Black out egiziano

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EGITTO – Il Cairo 224/08/2014. La crisi energetica dell’Egitto ha raggiunto nuovi picchi e in alcune parti del paese si fatica a far bastare la fornitura di energia elettrica quotidiana.

Con il consumo di elettricità che ha raggiunto livelli record, le infrastrutture esistenti del paese sono al collasso. I mesi estivi sono solitamente caratterizzati da un aumento della domanda di energia, visto che aria condizionata e ventilatori sono accesi in ogni momento nel tentativo di combattere il caldo. Il ministro dell’Energia elettrica, Mohamed Shaker, ha detto ai giornalisti che il consumo ha raggiunto i 27.700 megawatt, ben al di sopra della capacità di produzione di 22.000 mW; il deficit del 20% ha scatenato le frequenti interruzioni di corrente che hanno messo al buio case e imprese per ore. Anche se il governo ha indicato attacchi terroristici contro le infrastrutture energetiche del Paese come causa dei tagli di potenza da record, le carenze infrastrutturali non sono un fenomeno nuovo; infatti, negli ultimi anni, i black-out sono diventati una parte sempre più comune della vita quotidiana degli egiziani. L’Egitto, infatti, soffre di una mancanza di elettricità dal 2011; nel 2013, Mohamed Morsi fu rovesciato da un colpo di stato, dopo settimane di proteste popolari causate anche dalle costanti interruzioni di elettricità. Inoltre, il governo deve miliardi di dollari alle compagnie petrolifere e del gas e queste compagnie non intendono investire ulteriormente nel paese senza un soddisfacente rendimento dell’investimento e senza garanzie di rimborso dei prestiti. Anche se, il governo ha assicurato le aziende private sul pagamento dei debiti, le imprese ancora noni credono alla stabilità e alle promesse dell’attuale governo.