BITCOIN. Si è aperta la concorrenza tra le criptovalute di stato 

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Stiamo assistendo ad un fiorire di monete digitali e molte sono criptomonete di stato.

Si tratta di una contraddizione in termini in quanto le criptomonete nascono come entità finanziarie prive di un potere centrale.

Come abbiamo detto nei giorni scorsi, il Presidente Trump ha innalzato nuove barriere contro gli investimenti Usa nel Petro venezuelano.

Colpire così pesantemente il Petro serve solo a ricordare agli investitori che questa criptomoneta è legata alla finanza di Caracas che cerca, così, di spezzare la catena delle sanzioni che stanno soffocando il paese.

Anche la Russia, oggetto di sanzioni paralizzanti da parte degli Stati Uniti, sta sviluppando un’altra moneta digitale, il CriptoRublo, riporta Forbes.

A gennaio scorso, il Financial Times riportava che, secondo il governo Putin, una moneta cripto avrebbe permesso al Cremlino di «regolare i conti con le controparti di tutto il mondo, senza alcun riguardo per le sanzioni». Il Cremlino ha, poi, emanato una serie di minuziose raccomandazioni per regolare le transazioni nel paese in criptovalute. 

Ma non solo Russia e Venezuela: molti paesi stanno esaminando più da vicino la soluzione ai loro problemi finanziari, attraverso una criptovaluta per ridurre l’amministrazione e i costi dello stato. Tutte queste criptomonete sarebbero legate alla valuta nazionale sottostante o sarebbero garantite da una bene nazionale, come il petrolio dell’Orinoco per Caracas.

Ad esempio anche Londra ha la sua: la Royal Mint Gold, criptovaluta sostenuta dall’oro e della zecca reale del Regno Unito. La Banca popolare della Cina ha pubblicato un libro bianco che dettaglia come gestire e usare una moneta crittografata, dopo averne bloccato a più riprese gli scambi, per evitare bolle speculative. La Banca del Giappone e la Banca centrale europea hanno un progetto comune di ricerca sulle criptomonete e Tokyo ha promosso una iniziativa comune al G20 per una serie di regole comuni; mentre il progetto Ubin coinvolge importanti banche statunitensi e svizzere e l’Autorità Monetaria di Singapore.

Tutte queste norme hanno lo scopo di creare una moneta nazionale stabile per il mercato cripto e in questo senso, riporta ad esempio Forbes, «il coinvolgimento dei governi è importante. Significa che la concorrenza sta arrivando. Anche se queste nuove monete non sono esattamente la stessa cosa, questo fatto non avrà importanza. Gli stati emittenti hanno il potere di schiacciare l’attuale raccolta “svincolata” di criptovalute con regolamenti soffocanti». 

La partita è appena iniziata. 

Graziella Giangiulio