BITCOIN. Il Petro vince il Satoshi Nakamoto Award

29

Il Petro venezuelano ha ricevuto il Premio Satoshi Nakamoto in riconoscimento del suo «eccezionale contributo allo sviluppo del settore della blockchain». Secondo quanto riporta il sito The Merkle, il premio è stato consegnato dall’Associazione Russa di Criptocurrency e Blockchain, Racib, in una cerimonia tenutasi presso il World Trade Center di Mosca. Il premio ha rafforzato il legame tra il governo russo e il governo venezuelano per quanto riguarda il Petro. 

Quando è stato creato, infatti, il Petro, oggi moneta a corso legale, è stato visto come un modo per aggirare le sanzioni del governo statunitense sul Venezuela e aiutare la nazione a rilanciare la sua economia, con il presidente venezuelano che sarcasticamente vi si riferisce definendolo la kryptonite che avrebbe contribuito a combattere Superman/Stati Uniti. Secondo Time, il governo russo avrebbe lavorato dietro le quinte per aiutare il governo venezuelano a lanciare la sua criptovaluta. Secondo fonti non rivelate a Time, il presidente russo era un ardente sostenitore dello sviluppo del Petro e lo ha considerato come un modo per eludere le sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Il coinvolgimento del governo russo sarebbe stato gestito attraverso due intermediari strettamente legati ai vertici del governo russo, proseguiva il magazine Usa. I due, Denis Druzhkov e Fyodor Bogorodsky, sono stati designati come membri del team Petro dal presidente venezuelano, Nicolás Maduro, che li ha ringraziati per il loro prezioso contributo, durante la presentazione della crypto. Il coinvolgimento e il sostegno della Russia nei confronti del Petro è nato dal suo desiderio di trovare un modo per aggirare le sanzioni che erano state imposte al paese dagli Stati Uniti e da altri importanti giganti economici dopo la sua invasione dell’Ucraina. Con il Petro, Mosca spera di centrare questo obiettivo e di porre fine al dominio del dollaro statunitense nel commercio globale, speranza espressa da lungo tempo e condivisa anche da altri attori internazionali.

Gli Stati Uniti sono stati tra i più accesi oppositori del Petro, Washington ha messo in guardia i suoi cittadini di non partecipare alla vendita del Petro o di qualsiasi altra moneta digitale offerta dal governo del Venezuela. Secondo il dipartimento del Tesoro statunitense, la partecipazione alla vendita del Petro sarebbe considerata un’estensione del credito al Venezuela, vietata dalle attuali sanzioni statunitensi nei confronti del paese. Il Venezuela non intende fermarsi e ha anche annunciato l’intenzione di creare un Petro aureo, il cui valore rappresenterà le riserve auree del paese.

Graziella Giangiulio