Nuova stretta per il Bitcoin in Cina

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CINA – Pechino 08/05/2014. La più grande banca cinese, la Icbc, ha vietato le attività legate al commercio dei Bitcoin, unendosi alle altre 10 altre banche cinesi che hanno aderito al giro di vite del governo sulle valute virtuali.

Il Bitcoin, inventato sulla scia della crisi finanziaria globale da un misterioso guru del computer, è una moneta virtuale che può essere memorizzata e offre un sistema di pagamento in gran parte anonimo. Gli speculatori hanno portato alle stelle il valore del Bitcoin in Cina nello scorso anno, fimo ad arrivare a 7,588 yuan (1224 dollari) nel mese di novembre 2013; successivamente una serie di misure del governo, ne ha bloccato il valore dopo una serie di arresti in alcune istituzioni finanziarie.
«Da oggi, qualsiasi istituzione o individuo non deve utilizzare gli account impostati con la nostra banca per il deposito, il ritiro … e il trasferimento di fondi per il Bitcoin e Litecoin trading» si legg sin un comunicato della Banca industriale e commerciale della Cina (Icbc). Il Litecoin è un’altra moneta virtuale. La mossa volta a «proteggere i diritti di proprietà e gli interessi del pubblico, a prevenire i rischi di riciclaggio di denaro, nonché a salvaguardare lo status del renminbi come moneta legale», afferma Icbc. L’istituto bancario cinese ha minacciato di sospendere e chiudere i conti bancari se i clienti non fossero riusciti a rispettare le nuove regole.
Nella sua relazione annuale sulla stabilità finanziaria, pubblicata alla fine di aprile, la banca centrale cinese ha etichettato il Bitcoin come «uno strumento di speculazione» e ha messo in guardia sui rischi che la moneta elettronica potrebbe comportare per i flussi di capitale così come sul suo possibile impiego in attività illegali come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro. Secondo il quotidiano cinese Southern Metropolis Daily, ad aprile, la Banca centrale della Cina avrebbe incaricato banche e fornitori terzi al pagamento reale tagliando completamente lo scambio in Bitcoin.
La Banca centrale finora non ha fatto alcuna dichiarazione pubblica per confermare la mossa, ma almeno 11 banche hanno chiuso la fornitura di servizi Bitcoin, con annunci separati. Tra di esse i quattro più grandi istituti cinesi: Icbc, Bank of China, China Construction Bank e Agricultural Bank of China. La mattina dell’8 maggio, il Bitcoin è stato scambiato a 2,762 yuan, in calo del 12 per cento dal 25 aprile, quando le banche hanno cominciato ad annunciare i blocchi.