Lukashenko tra Mosca e Bruxelles

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BIELORUSSIA – Minsk 25/03/2016. La Bielorussia non vuole dover scegliere tra l’Unione europea e la Russia.

Questo il concetto espresso chiaramente dal presidente Alexander Lukashenko durante la visita a Minsk il 23 marzo del ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski. Si è trattata della prima visita di un membro di un governo dell’Unione europea a Minsk da quando Bruxelles ha revocato le sanzioni contro il paese a febbraio. Lukashenko ha semper cercato di vivere al meglio il difficile equilibrio tra la Russia, paese che lo sostiene e stretto alleato, e l’Unione europea. «Se i partner con i quali siamo impegnati in un dialogo ci fanno scegliere tra l’Oriente e l’Occidente, vale a dire tra la Russia e l’Unione europea, non accetteremo questa posizione. Sono assolutamente convinto che non c’è bisogno di questa posizione nemmeno oggi. Credo che la Polonia, più di chiunque altro, vorrebbe che la Bielorussia sia uno stato indipendente e stabile. Credo che dopo l’Ucraina, l’Occidente non ha bisogno di uno stato ancora più instabile», ha detto Lukashenko. 

Le elezione presidenziali di ottobre 2015, svoltesi pacificamente, il rilascio dei prigionieri politici e il ruolo avuto da Lukashenko nei  colloqui di pace a Minsk tra Ucraina e Russia hanno migliorato i rapporti con Bruxelles, tanto far revocare le sanzioni imposte cinque anni prima, dopo le elezioni precedenti, seguite da un intensificarsi della repressione con gli oppositori. «Agiremo in modo tale che nessuno possa rimproverarci per mancanza di democrazia, faremo in modo che non ci sia meno democrazia qui che in Polonia», ha detto Lukashenko a Waszczykowski. L’economia della Bielorussia si è ridotto di circa il 4 per cento nel 2015 e la sua moneta ha perso quasi metà del suo valore nei confronti del dollaro poiché il paese ha sofferto per gli effetti della recessione economica nella vicina Russia. Attualmente, la Bielorussia sta trattando con il Fondo monetario internazionale un prestito di 3 miliardi di dollari per puntellare le sue riserve valutarie; la concessione del prestito è legata all’attuazione di riforme economiche. Nonostante i suoi stretti legami con Mosca, Lukashenko non ha sostenuto l’annessione alla Russia della Crimea nel 2014 e ha costantemente sottolineato le relazioni amichevoli con il governo ucraino sostenuto dagli Usa. Contemporaneamente, Minsk beneficia di finanziamenti e di  incentivi nelle forniture energetiche dalla Russia.