I rischi di Astravets

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BIELORUSSIA – Minsk 05/08/2016. Trenta anni dopo Chernobyl, la Bielorussia sta costruendo il suo primo impianto nucleare.

Si sono registrati incidenti presso il sito ad Astravets che creano preoccupazioni in Lituania, la cui capitale, Vilnius, si trova a meno di 50 chilometri dal sito. A peggiorare le cose, riporta Rferl, è la non trasparente risposta delle autorità bielorusse, alle domande di chiarimento. L’ultimo incidente è avvenuto il 10 luglio, quando il guscio di un reattore nucleare sarebbe caduto mentre veniva spostato. Il guscio da 330 tonnellate sarebbe caduto da un’altezza tra i due e i quattro metri il 10 luglio durante le prove di montaggio previste il giorno dopo. Più di due settimane dopo, il 26 luglio, il ministero dell’Energia bielorusso ha confermato che c’era stata una “situazione di emergenza” nel cantiere il 10 luglio, offrendo ben poche  informazioni. Sempre il 26 luglio, la russa Rosatom, contraente principale della centrale nucleare, ha negato che il guscio del reattore fosse stato danneggiato, dando il via libera alla sua installazione. Nonostante queste rassicurazioni, il 1° agosto, il vice ministro bielorusso dell’Energia Mikhail Mikhadyuk ha detto che l’installazione del guscio del reattore era stata sospesa, per ulteriori controlli di sicurezza, secondo quanto riportato dall’agenzia bielorussa, Belapan. Il 1° agosto, Rosatom ha nuovamente detto che il guscio del reattore non ha subito danni, ma ha aggiunto che l’azienda potrebbe sostituirlo in caso di necessità; lasciando intendere che le cose siano peggiori di quanto ammesso. Il 4 agosto, il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko ha detto che il guscio dovrà essere sostituito qualora si trovasse il benché minimo danno, riporta sempre Belapan. Anche se Lukashenko sta scommettendo sul nucleare per liberare il suo paese dal monopolio energetico della Russia, circa il 90 per cento delle importazioni di gas provengono dalla Russia, l’impianto di Astravets è stato costruito da società russe e Mosca sta finanziando congiuntamente il progetto, che ha un costo stimato tra i 5 e i 22 miliardi di dollari. La Lituania afferma però che Minsk non è riuscita a effettuare uno studio di impatto ambientale per Astravets: la centrale attingerà acqua per il raffreddamento dei suoi reattori dal fiume Nevis, che fornisce anche l’acqua potabile in Lituania. Questo del guscio non è il primo incidente: il telaio strutturale dell’edificio di servizio del sito è crollato il 8 aprile, come riportato dal canale televisivo Belsat. La Lituania che ha accettato di chiudere il proprio impianto nucleare di Ignalina per l’adesione del 2004 all’Ue, ha fatto sapere che Vilnius avrebbe lavorato con la comunità internazionale per bloccare l’impianto se Minsk non avesse preso tutte le misure per garantire standard di sicurezza internazionali presso il sito.