Beni dual use dalla Cina al Pyongyang

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COREA DEL SUD – Seul 20/09/2016. Un conglomerato commerciale cinese è sospettato di aver esportato in Corea del Nord beni “a doppio uso”. Si tratterebbe di forniture It con società oggetto di sanzioni che sarebbero state rifornite per rafforzare l’infrastruttura informatica nordcoreana.

A rivelare il caso uno studio unificato Usa Corea del Sud, riporta Yonhap.
Il Liaoning Hongxiang Group, di, riporta Korea Herald, avrebbe effettuato una vendita in triangolazione con società birmane per poi rivendere a Pyongyang, riporta lo studio effettuato dal sudcoreano Asan e il C4ads di Washington. Una delle controllate, la Dandong Hongxiang Industrial Development Co., ha venduto materiale per 532 milioni di dollari tra il 2011-2015, importando circa 360 milioni di dollari di merci dal Nord, secondo quanto compare nello studio intitolato “In China’s shadow: Evolution of North Korean Overseas Networks”.
«Secondo una stima, tale importo sarebbe stato sufficiente per sviluppare gli impianti di arricchimento dell’uranio della Corea del Nord, e realizzare e testare le sue armi nucleari». Inoltre, la Dandong Hongxiang Industrial Development Co. ha fatto almeno due spedizioni di ossido di alluminio nella Corea del Nord nel settembre dello scorso anno, si legge nel rapporto. L’ossido di alluminio è considerato un elemento “a doppio uso” che può essere utilizzato sia per scopi civili e militari, riporta Korea Herald.
Nel 2009, la Dandong Hongxiang Industrial Development Co. ha collaborato con la North Korea National Insurance Corporation per formare una joint venture impegnata nel commercio all’ingrosso di tessuti, articoli di cancelleria, materiale elettrico e altri beni, la Knic è una delle entità nordcoreane sottoposte a sanzioni internazionali. Nel 2015, la Commissione europea ha imposto sanzioni alla filiale tedesca di Knic e a sei funzionari della società, dicendo che l’azienda è un ente governativo che genera notevoli entrate in valuta estera che è stato utilizzato per sostenere il regime nordcoreano. Le imprese cinesi associate al Liaoning Hongxiang Group forniscono anche «servizi critici» per l’architettura informatica di Pyongyang, tra cui il principale servizio di email del paese, strutture da cui «gli hacker sembrerebbero operare». Nello studio si dice che il Chilbosan Hotel, una joint venture tra la Liaoning Hongxiang Group e le strutture statali nordcoreane è “sospettato di essere l’area di sicurezza per il Bureau 121, un gruppo di hacker della Corea del Nord accusati del hackeraggio nel 2014 contro la Sony.