Da Bengasi si diffonde il modello Hamas

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LIBIA – Bengasi 14/08/2014. Con il deterioramento della situazione della sicurezza in Libia durante l’ultimo periodo, Ansar al-Sharia ha approfittato del vuoto di sicurezza e dell’assenza dello stato per costruire relazioni con le diverse regioni del Paese, e migliorare la propria capacità di lavorare al di fuori Bengasi.

Lo riporta il giornale elaph.com. Nonostante la grande protesta popolare a Bengasi contro il gruppo dopo l’attacco al consolato degli Stati Uniti nel 2012, Ansar al-Sharia prospera e si espande. A differenza del Ansar al-Sharia in Tunisia, che ha dato vita al movimento insurrezionale tunisino fin dall’inizio, Ansar al-Sharia in Libia aveva iniziato la sua attività a Bengasi e lì era rimasta. Guida il gruppo, che si è dichiarato per la prima volta nel febbraio 2012, è Mohammad Al-Zahawi, “ospite” della prigione di Abu Salim durante il regime di Gheddafi. Ma il gruppo è stato in grado di ampliare il proprio ambito al di fuori Bengasi, attraverso il patrocinio e il coordinamento con i diversi interessi locali, e l’attuazione di programmi sociali in favore dei residenti dei diversi dipartimenti libici, con una nuova veste dopo l’attacco al consolato degli Stati Uniti. L’utilizzo del lavoro di patronato ha avuto un notevole sviluppo nelle organizzazioni jihadiste negli anni. Dopo il caso Iraq, teorici jihadisti come Sheikh Abu Muhammad al-Maqdisi e altri chiesero l’attuazione di un programma completo per prendere il potere, applicando il proprio concetto di legge e legalità. Focalizzando l’attenzione sull’attività di patronato sociale, questi gruppi sono in grado di aumentare non solo i guadagni, possono ottenere dei profitti per il movimento. Anche se i media hanno indicato l’abbandono di Bengasi da parte di Ansar al-Sharia, dopo l’attacco al consolato degli Stati Uniti, il gruppo non si è ritirato mai dalla sua base all’interno della città, e a cominciato a diffondersi tra la popolazione. Solo 10 giorni dopo l’attacco al consolato, ha denunciato che mancavano i medici e gli infermieri nell’ospedale di Galaa, zona sotto custodia di Ansar al-Sharia. Da metà ottobre 2012, Ansar al-Sharia è stata in grado di operare nel settore dei servizi sociali, sotto la bandiera di una campagna di patronato. Queste attività includono lezioni religiose per i giovani e riparazione delle strade, prevedono l’insegnamento dell’igiene di base e il condurre pattugliamenti notturni alla periferia di Bengasi, la confisca di droghe e alcol e l’elemosina per i bisognosi in occasione di Eid, l’invio di aiuti in Siria, a Gaza, l’organizzazione di concorsi di poesia per bambini e la manutenzione delle case dei poveri, la pulizia delle scuole, la raccolta dei rifiuti e riparazione dei ponti, l’apertura di una clinica per donne e bambini e un centro islamico per le donne, un pronto soccorso medico e una scuola religiosa. Tutto questo è stato fatto a Bengasi. Il progetto di maggior successo realizzato dal gruppo è una campagna di lotta contro la droga, in collaborazione con la Clinica di riabilitazione per i tossicodipendenti dell’ospedale psichiatrico di Bengasi e società di telecomunicazioni libica, Al-Ahly . Il confronto tra le due conferenze annuali di Ansar al-Sharia mostrano i risultati della crescita: nel giugno 2012 poche centinaia, mentre la seconda conferenza tenutasi a giugno 2013,  circa 2000, 12.000 per Ansar al -Sharia. È la prova del successo tale da voler aprire una seconda filiale nella città di Sirte. 

Durante il Ramadan, il gruppo ha aiutato anche le famiglie povere a Bengasi fornendo pasti. A differenza dell’omologo in Tunisia, in grado solo di organizzare campagne ed eventi, la versione libica è in grado di integrarsi con l’ambiente locale.