RDC Congo ha un nuovo-vecchio alleato, il Belgio

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Fallito a New York il tentativo di Hilary Clinton di portare alla riapertura di un dialogo tra RDC Congo e Ruanda. Il nodo da sciogliere riguarda le responsabilità sulla guerra nell’area del Rutshuru congolese che per Kinshasa sono da imputare al Ruanda, ma per Kigali sono tutte a carico della Repubblica democratica del Congo. 

 Tra i due paesi oramai c’è una vera e propria sfiducia. Ma Kinshasa, per non irritare la comunità internazionale ha deciso di non interrompere le relazioni diplomatiche con il Ruanda. I due paesi, pertanto, continuano a mantenere relazioni diplomatiche. Kinshasa non ha chiesto la sospensione o l’esclusione dei vari meccanismi di cooperazione militare in Ruanda implementato per monitorare il confine ruandese-congolese. Kinshasa è percepito dalla comunità internazionale come una vittima della belligeranza del Ruanda che sostiene il movimento ribelle chinato M23. Kigali. La comunità internazionale a partire dall’Unione europea ha già preso posizione in merito alla questione,congelato i finanziamenti a Kigali. Interruzione che aumenterà la pressione in Ruanda. Nel corso del vertice alle Nazioni Unite, Kinshasa ha trovato un potente alleato il Belgio. Timido all’inizio della crisi, il Belgio ha mostrato ora un volto combattivo nei confronti del Ruanda. Il vice primo ministro belga e ministro degli Esteri Didier Reynders, senza mezzi termini ha praticamente ordinato a Paul Kagame, ministro per gli Affari esteri, di dissociarsi dall’M23, e a condannare pubblicamente il movimento ribelle.

L’auspico della Repubblica democratica del Congo è che l’azione del Belgio porti il Ruanda a più miti consigli, mettendo fine all’appoggio dei ribelli che stanno perpetrando violenze contro i civili nel Rutshuru congolese. Il prossimo incontro delle Nazioni Unite si terrà nel mese di novembre e le autorità della RDC Congo sperano che sanzioni severe siano prese contro il Ruanda e contro i criminali di guerra M23 perseguiti dalla Corte penale internazionale.