Beirut l’ondata terroristica non si ferma

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LIBANO – Beirut. 26/06/14. Un attentatore suicida si è fatto ieri esplodere nel secondo piano dell’hotel Duroy nel quartiere Raouche a Beirut, che si trova a circa 20 metri dalla ambasciata dell’Arabia Saudita, mentre la sicurezza faceva irruzione nella loro stanza.

Si tratterebbe di un ragazzo di 20 anni, Abdul-Rahman al-Nassir Shneifi, cittadino saudita che alloggiava nell’albergo insieme ad un altro connazionale rimasto ferito che è stato arrestato. Anche altri sette civili e quattro agenti sono rimasti feriti nell’esplosione. Il ministro dell’Interno Nuhad al-Mashnouq dopo essersi recato sulla scena dell’esplosione ha sottolineato che i servizi di sicurezza sono impegnati nella lotta la terrorismo e stanno impedendo ai gruppi militanti di concretizzare i loro progetti di morte e ha sottolineato che “L’attentatore suicida voleva farsi esplodere in un altro posto, ma è stato intercettato dalla sicurezza che ha preso le misure per evitare che il kamikaze raggiungesse il suo obiettivo”.

Il capo della Sicurezza Generale, il generale Abbas Ibrahim, ha detto che l’intero paese è preso di mira da gruppi terroristici ma la situazione è sotto controllo e si riuscirà a far fronte alle minacce. Intanto un gruppo denominato Brigate dei liberi musulmani sunniti ha rivendicato la responsabilità dell’attacco dicendo inoltre che “altri dei nostri fratelli mujahidin sono fuggiti in aree di sicurezza dall’area dove è avvenuto l’attentato.”

L’ipotesi che questa ondata di violenze proveniente dalle reti sunnite sia legata alla partecipazione degli Hezbollah alla guerra siriana al fianco del Presidente Bashar al-Assad contro i ribelli musulmani sunniti è ormai quasi una certezza. Voler infierire sulla resistenza è certo uno degli obiettivi di coloro che sta mettendo in serio pericolo la stabilità del Medio Oriente. L’allerta dell’esercito libanese e delle unità di intelligence è molto elevato e anche nei giorni scorsi sono stati arrestati altri cinque sospetti che pare facessero parte di una cellula terroristica in Qalamoun, nei pressi della città di Tripoli che pare stessero progettando delle azioni contro funzionari della sicurezza nel nord libanese, sono ancora aperte le ricerche dei restanti membri del nucleo.