La batteria “a vento”

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ITALIA – Roma 23/03/2016. Aumentano le eccellenze italiane nella ricerca.

Nei centri di ricerca di Zurigo, sotto la guida dell’italiano Teodoro Laino, sono state sperimentate le prime batterie che combinano l’ossigeno (catturato attraverso pannelli di carbonio) con gli ioni di litio, determinando così flussi di elettroni – ovvero di corrente.
Un simile tipo di batteria consentirebbe l’abbattimento del peso, ma soprattutto una riduzione dell’utilizzo di ossidi di metallo, a beneficio dunque dell’ambiente. I dati di laboratorio sembrano attribuire un’autonomia effettiva di 800 km, risolvendo quello che oggi appare essere il maggiore limite dei motori elettrici.
E, cosa dire di un motore ibrido? A quale autonomia potrebbe arrivare?
Una simile tecnologia trova moltissimi ambiti di applicazione, non solo nel settore automobilistico, ma in generale per ogni tipo di mezzo di trasporto.
Nell’attesa dunque della sperimentazione su strada, l’unico dubbio che resta è il seguente: cosa sta facendo l’Italia per far rientrare i propri scienziati costretti a fare ricerca all’estero?
Su questo punto l'”autonomia” del motore-sistema Paese sembra davvero piuttosto ridotta.