BANGLADESH. Censure e arresti: libertà di stampa a rischio estinzione

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Un tribunale del Bangladesh ha emesso un mandato di arresto per il più rispettato direttore/editore di giornali indipendenti del paese dopo che uno studente è stato ucciso durante un evento organizzato da una pubblicazione collegata. Matiur Rahman, direttore del quotidiano Prothom Alo, è un convinto sostenitore della libertà di espressione in un paese in cui i gruppi per i diritti umani dicono che le voci indipendenti sono gravemente minacciate.

Lui e altri nove sono stati accusati riporta Afp, di aver causato la morte per negligenza dopo che un ragazzo di 14 anni è stato fatalmente fulminato a novembre in occasione di un evento organizzato da una rivista pubblicata dal proprietario di Prothom Alo. Rahman, 76 anni, deve già affrontare almeno 55 casi per diffamazione e per aver ferito i sentimenti religiosi, ma questa è la prima volta che viene emesso un mandato di arresto nei suoi confronti.

Decine di casi registrati delineano un più ampio attacco portato contro i media indipendenti in Bangladesh che risale a diversi anni fa, ha detto Human Rights Watch nel 2016, quando sono stati archiviati. Da quell’anno, i principali inserzionisti, comprese le multinazionali, avrebbero ricevuto l’ordine da un’agenzia di sicurezza di non pubblicare annunci pubblicitari sul quotidiano, con conseguenti perdite di entrate per decine di milioni di dollari.

I gruppi per i diritti hanno accusato il governo del primo ministro Sheikh Hasina di reprimere il dissenso attraverso le nuove leggi su Internet che, secondo gli esperti, renderebbero quasi impossibile il giornalismo investigativo. Nel suo rapporto annuale pubblicato il 15 gennaio, Human Rights Watch ha dichiarato che giornalisti, attivisti, studenti e altri critici si sono autocensurati per paura di arresti, attacchi violenti da parte di sostenitori del partito al potere o minacce da parte delle autorità, mentre il governo ha censurato l’espressione online.

Il governo ha anche bloccato decine di siti web negli ultimi anni, tra cui diversi importanti portali di notizie, come il sito inglese di Al Jazeera, su rapporti critici nei confronti di influenti ministri del Bangladesh. Oltre 47 eminenti uomini della cultura e dell’accademia bengalese hanno firmato un documento di condanna della sentenza del tribunale, riportalo stesso Prothom Alo.

Maddalena Ingroia