Libia: bloccata per sciopero

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LIBIA – Tripoli, 15 luglio 2013. Banche e petrolio in fermento in Libia. Una serie di scioperi blocca due settori chiave della ripresa del Paese.

La produzione di petrolio e l’esportazione sono ancora ferme per la tripolina Zuetina Oil Company (Zoc), “filiale” della Noc (National Oil Corporation), società petrolifera dello Stato libico. Una serie di proteste nei campi petroliferi e sui terminali di esportazione stanno bloccando l’attività da ormai tre settimane. «I lavoratori stanno ancora protestando in entrambi i campi e al porto», ha detto un portavoce della Zoc al quotidiano Libia Herald il 15 luglio. «Anche se i lavoratori portuali non protestano, non ci saranno esportazioni a causa degli scioperi nei campi CHE hanno cessato la produzione». Gli scioperanti chiedono  il riconoscimento delle ferie e aumenti salariali che coprano gli alti rischi del loro lavoro. Gli scioperi stanno avendo un effetto a catena sul settore energetico della Libia. Alla conferenza stampa del 14 luglio, il primo ministro, Ali Zeidan, ministro dell’Elettricità Ali Mohammed Muhairiq e ministro del Petrolio, Abdulbari Al-Arusi hanno condannato le proteste nel modo più assoluto, dicendo gli scioperanti si curano solo di se stessi e del loro salario e non del bene della nazione. Le proteste vengono usarte come motivazione dei recenti e frequenti tagli di potenza all’interno del paese. Le carenze hanno causato l’andamento a singhiozzo della centrale elettrica, ha detto Muhairiq, annullando la potenza aggiuntiva generata da nuove unità portatili che egli aveva promesso avrebbero messo fine ai cali di potenza nel Ramadan. Il portavoce della Zuetina detto che i manifestanti erano in trattative con Muhairiq e Al-Arusi. La produzione di gas è stata riavviata, ma la produzione di petrolio no. Anche il settore bancario è in fermento. Le banche della Sirte hanno scioperato il 14 luglio in segno di protesta contro i furti. Le banche commerciali che operano nella città di Sirte hanno deciso di protestare contro la situazione precaria della sicurezza nella città e che ha portato ad un incremento nel numero delle rapine. In soli due giorni, la Banca del Nord Africa e la Banca della Repubblica, filiale di Abu Haady, hanno subito una serie di furti con scasso effettuate da gruppi armati che indisturbati hanno portato via grandi somme di denaro conservate nelle cassette di sicurezza. La decisione della serrata bancaria è stata presa dopo una riunione dei direttori delle istituzioni finanziarie con l’amministrazione comunale della città.