Banche e crisi economica: chi paga il conto?

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Scendono del 36% le quotazioni delle banche nell’eurozona, a dirlo la Fondazione Economia Tor Vergata, durante la sessione dei lavori della giornata dedicata a Debiti sovrani Banche e Crisi dell’eurozona. Chi paga il conto?

Di recente il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Madeleine Odette Lagarde, ha dichiarato che le banche europee devono ricapitalizzare. Secondo il numero uno dell’Fmi gli Istituti hanno in pancia troppi titoli di stato e attività ad alto rischio e quindi devono ricapitalizzare. La Banca Centrale Europea, invece, sostiene le banche e imputa i problemi alla scarsa liquidità di danaro. Un battibecco che secondo i relatori del seminario organizzato alla Link Campus Univerity è dannoso visto il momento di scarsa fiducia del mercato verso gli stati dell’eurozona.

Per Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia e docente dell’Università Tor Vergata, tra i fattori determinanti in questo momento di crisi economica, di cui poco si parla, il fatto che, ben noto agli economisti, «una volta raggiunto il 90% del rapporto debito/pil non si ha più una crescita economica». C’è dunque alla base della crisi un fattore strutturale di difficile risoluzione. L’Italia ha un indebitamento del 120%, ma è in compagnia di Spagna, Grecia, Portogalllo, Gran Bretagna, ma il fatto di condividere con altri grandi paesi un peso non ne migliora le performance economiche. Anzi il forte indebitamento pubblico rischia di rendere vani gli sforzi del governo per colpa delle speculazioni.

A rincarare la dose, sul fronte speculazioni, Fabio Panetta della Banca d’Italia, secondo cui «le tensioni che si registrano sui mercati dipendono dalla lentezza con cui si è agito a livello europeo». Non solo, le decisioni prese sono state poco convincenti, farraginose, dall’altra parte dell’Oceano, negli USA si è continuato a coniare moneta ma anche qui i provvedimenti sono stati di scarso successo, infine la crisi finanziaria che ha ulteriormente aggravato la situazione con grave sofferenza delle banche. E come se non bastasse, i giudizi delle agenzie di rating che hanno ulteriormente minato la fiducia dei mercati.

Infine, va messo in conto che saranno messi in pagamento 800 miliardi di euro di titoli di stato, tra UE e USA, a partire dal 2012, in che modo si possono rifinanziare questi debiti?

Il suggerimento di Panetta è quello di estendere i poteri all’Efsf, il così detto Fondo Salva Stati, consentendogli di coniare moneta quanto basta, quello che per statuto non può fare la BCE, per mettere un freno alla speculazione. La Bce nel frattempo potrebbe intervenire acquistano i titoli di stato non venduti.

Come a dire che i debiti delle banche saranno pagati dai cittadini.

 

 

 

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