Banca mondiale e nuove politiche sociali

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Le crisi alimentari, energetiche e fianziarie iniziate col caos immobiliare negli States nel 2008 stanno facendo sentire le loro conseguenze nell’economia globale e globalizzata in cui ci muoviamo, causando disoccupazione, impoverimento generale e rivolgimenti finanziari, politici ed economici in tutto il mondo.

Il 3 aprile la Banca mondiale ha pubblicato un interessante testo, Living through crises: how the food, fuel and financial shocks affects the poor (New frontiers of social policy) del professor Rasmus Helberg, professore associato all’università di Copenhagen. In questo testo, Heltberg ci conduce in un girone dantesco mostrandoci, novello Virgilio, come le crisi socio-econmiche e politiche che stano affliggendo il cosiddetto mondo occidentale, in realtà siano deleterie per le zone, per i Paesi più poveri e meno visibili del pianeta. Dei loro tentativi per resistere ai continui shock cui vengono sottoposti, si occupa il professore di Copenhagen fornendoci una lente d’ingrandimento ed una chiave di lettura unica per poter entrare dentro Paesi, e mercati, che si dibattono nella crisi generale. Il testo ci presente otto casi di studio per illustrare gli effetti locali di shock globali e sistemici ormai globalizzati, “contagiosi” e variegati. Di questi Paesi in via di sviluppo vengono analizzate le politiche, i mezze e le capacità sistemiche ed ecnomiche per poter affrontare la crisi attraverso un’analisi dei dati 2008 – 2011 unica nel suo genere. Scopo del testo è far comprendere agli analisti macroeconomici quali e quante siano le conseguenze a livello locale, nella vita della persone, delle politiche che vengono adottate, mostrare quali possano essere le via per incrementare la resilienza sociale che va comunque di pari passo ad un intervento politico-sociale che garantisca le popolazioni dai pericoli delle crisi globali.