BALCANI. Stoltenberg ha fatto gli ultimi controlli a Skopje  

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Il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg ha elogiato il percorso compiuto dalla Macedonia del Nord verso l’integrazione europea e transatlantica durante una visita a Skopje effettuata il 3 giugno scorso. 

«L’adesione alla Nato porterà maggiore sicurezza e prosperità per tutta la popolazione della Macedonia del Nord», ha detto il Segretario Generale in un comunicato. In una conferenza stampa con il primo ministro Zoran Zaev, Stoltenberg ha inoltre sottolineato che gli investimenti stranieri nella Macedonia settentrionale sono triplicati nell’ultimo anno, affermando che «la sicurezza è il fondamento della prosperità».

Stoltenberg ha elogiato il coraggio e la determinazione dimostrata sia da Skopje che da Atene per risolvere la questione del nome del paese attraverso lo storico accordo di Prespa. 

Il Segretario generale Nato ha dichiarato di attendere con ansia di dare il benvenuto alla Macedonia del Nord come trentesimo membro dell’Alleanza: «Nel corso della storia della Nato, la nostra politica delle porte aperte è stata un successo, rafforzando la nostra Alleanza e contribuendo alla sicurezza euro-atlantica. Presto farete parte di questo successo». Stoltenberg ha esortato il paese a proseguire le riforme, anche in materia di Stato di diritto, sicurezza e intelligence, e nel settore della difesa, affermando: «Proseguire il ritmo delle riforme è importante, mentre vi preparate per la piena adesione. Continueremo a sostenervi su questa strada».

Il segretario generale è arrivato nella capitale macedone, Skopje, il 2 giugno con il Consiglio del Nord Atlantico, l’organo decisionale della Nato, che comprende gli ambasciatori di tutti i 29 paesi alleati. Questa è la prima visita del Consiglio nella Macedonia del Nord, che ha tenuto una riunione congiunta con i membri del governo per discutere i progressi nei preparativi per l’adesione, le riforme e la situazione nella regione.

A Skopje, Stoltenberg ha incontrato il presidente Stevo Pendarovski, il primo ministro Zoran Zaev e il presidente dell’Assemblea Talat Xhaferi.

Maddalena Ingroia