BALCANI. Per i tedeschi occorre investire in Kosovo

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Interni

SLOVENIA
Il Presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor, si è recato a Trieste per il 99° anniversario dell’incendio della Narodni Dom, in italiano Casa del Popolo o Casa nazionale. In questa occasione, gli sloveni in Italia hanno ricordato quell’edificio distrutto dai fascisti nel 1920, in quanto sede delle organizzazioni degli sloveni triestini. In occasione dell’anniversario, numerosi importanti autorità a Trieste oltre il Presidente Pahor, Ksenija Dobrila, presidente dell’associazione culturale ed economica slovena SKGZ; Walter Bandelj, presidente del consiglio delle organizzazioni slovene (SSO); Roberto Dipiazza, il sindaco di Trieste; Riccardo Riccardi, vice-presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia.

CROAZIA
Il rimpasto di governo in Croazia continua: il prossimo nome a lasciare il proprio posto dovrebbe essere il ministro del Demanio Goran Maric. Il motivo di un suo licenziamento è riconducibile agli scandali che hanno interessato il Ministro. L’opposizione del SDP, cogliendo l’occasione del rimpasto di governo, propone a Plenkovic di sostituire anche il ministro della Scienza e dell’Educazione, Blaženke Divjak. 

BOSNIA ED ERZEGOVINA
In occasione dell’anniversario di Srebrenica, l’Alto rappresentante (OHR) per la Bosnia ed Erzegovina, Valentin Inzko, ha dichiarato che l’anno prossimo verrà introdotta una legge contro chi nega il genocidio.

MONTENEGRO
Il Montenegro ha festeggiato il Giorno della Nazione per ricordare l’indipendenza raggiunta dall’Impero Ottomano con il Congresso di Berlino tenutosi il 13 luglio 1878 per ratificare la Pace di Santo Stefano tra la Russia e gli ottomani. Il primo Ministro Dusko Markovic, in occasione dei festeggiamenti, ha affermato che il Montenegro non è mai stato così prospero, stabile e rispettato nella sua storia. 

Esteri

SERBIA
Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha incontrato l’ambasciatore statunitense, Eric Nelson, a Belgrado. In occasione di questo incontro, il Presidente serbo Vucic ha dichiarato: «La pace e la stabilità sono fondamentali per il progresso della regione».

ALBANIA
L’Ambasciatore polacco, Wieslasw Tarka, ha annunciato novità per l’Albania a ottobre. Il riferimento è all’avvio dei negoziati con l’Unione Europea in merito ai quali Tarka ha affermato: «Siamo spiacenti di non aver preso una decisione lo scorso mese di giugno e ci aspettiamo una decisione positiva in ottobre, senza ulteriori ritardi», Il leader dell’opposizione, Lulzim Basha, ha incontrato l’ex primo Ministro canadese, Stephen Harper, per discutere della crisi interna in Albania. 

MACEDONIA DEL NORD
I Socialdemocratici europei sostengono, tramite una lettera a Ursula von der Leyen, di voler inserire tra i punti necessari per votare la presidenza della commissione UE anche l’apertura dei negoziati per l’ingresso della Macedonia del Nord e dell’Albania. La votazione sulla candidatura di Von der Leyen, che avrà luogo il 16 luglio, necessita dell’appoggio dei socialisti, che potrebbero a questo punto mettere a rischio la nomina di Von der Leyen al fine sostenere le ragioni di Tirana e Skopje; il Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, ha ricevuto la nuova ambasciatrice statunitense, Kate Marie Brunz.

Economia

SLOVENIA
Il Consiglio comunale della Città di Pirano non ha confermato il programma di investimenti previsto per il porto, finalizzato alla pesca, di Seča. Il Comune dovrà rimborsare, secondo quanto emerge dall’agenzia STA, i fondi già erogati dal ministero dell’Agricoltura, pagando anche delle sanzioni allo Stato. L’effetto negativo sull’economia sarà molto rilevante, visto che il Ministero dell’Ambiente interromperà temporaneamente il passaggio di navi da quel porto.  

BOSNIA ED ERZEGOVINA
L’Agenzia di Statistica della Bosnia ed Erzegovina ha registrato nel primo trimestre del 2019 un calo della produzione industriale del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La diminuzione della produzione, secondo quanto emerge dalla testata Hayat, è dovuta principalmente alla significativa riduzione della produzione nelle centrali idroelettriche bosniache. In linea con le ragioni di questa crisi, Amer Jerlagić, ex direttore della Elektroprivreda della Bosnia-Erzegovina, ha dichiarato che la Serbia dovrà pagare il debito di 2,5 miliardi di euro a Sarajevo prima di acquistare energia elettrica da altri Paesi della regione. Il pagamento di tale somma permetterà a Sarajevo di costruire nuovi impianti che potrebbero avere un impatto positivo sull’economia. 

KOSOVO
Il direttore dell’Ufficio dell’Unione economica albanese-tedesca in Kosovo, Bekim Brestovci, ha dichiarato, durante un’intervista a KosovaPress, che le condizioni economiche del Paese sono favorevoli per gli investitori stranieri. Sempre Brestovci ha detto inoltre che è anche un ottimo periodo per le imprese che operano in Kosovo e che esportino i loro prodotti in Germania. In linea con questi dati positivi, arriva anche la notizia dell’aumento della spesa pubblica nazionale di 274 milioni di euro che interesserà il campo dei salari e dei sussidi. 

Redazione