BALCANI. Macedonia del Nord: Pendarovski si è insediato. Primi obiettivi: lotta alla corruzione e sviluppo

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Stevo Pendarovski, ex professore di scienze politiche, ha iniziato il suo mandato come nuovo presidente della Macedonia del Nord, chiedendo la “riconciliazione” in una società profondamente divisa. Nel suo discorso di inaugurazione davanti al Parlamento tenuto il 12 maggio scorso, Pendarovski ha promesso di servire tutti i cittadini e ha detto: «È tempo di guarire le ferite aperte del nostro recente passato e di iniziare davvero la riconciliazione civile (…) Ci sono così tante divisioni, soprattutto politiche», ha detto.

Alla cerimonia di giuramento hanno partecipato i presidenti di Albania, Bulgaria, Serbia e Kosovo, nonché il predecessore di Pendarovski, l’ex presidente Gjorge Ivanov. Pendarovski ha detto ai parlamentari che il paese dovrà affrontare due priorità: lo sviluppo economico e la lotta alla «corruzione, alla criminalità e al nepotismo», riporta Rferl.

Ha, poi, dichiarato che farà pressione sui leader dell’Unione europea affinché approvino l’apertura dei negoziati di adesione della Macedonia del Nord a giugno. Pendarovski, sostenuto dall’Unione socialdemocratica, Sdsm, al governo della Macedonia del Nord, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali il 5 maggio con quasi il 52 per cento dei voti.

Gordana Siljanovska-Davkova, il candidato favorito dal principale partito di opposizione conservatore Vero Dpmne, aveva il 45 per cento. L’affluenza è stata inferiore al 47 per cento.

Pendarovski ha fortemente sostenuto l’accordo di Prespa firmato l’anno scorso con la Grecia per cambiare il nome del paese, mentre la Siljanovska-Davkova è stata fortemente critica nei confronti dell’accordo, anche se l’opposizione ha detto che non lo avrebbe cancellato. Siljanovska-Davkova, anche lei docente universitario, si è detta anche una forte sostenitrice dell’integrazione nell’Ue e nella Nato.

La firma dello storico accordo con la Grecia ha cambiato il nome del paese: da Fyrom (Former Yugoslavian Republic of Macedonia) in Macedonia del Nord e ha posto fine a una disputa decennale che aveva bloccato il percorso dello stato balcanico verso l’accessione alla Nato e l’Ue. Ivanov, che ha concluso il suo secondo e ultimo mandato presidenziale quinquennale il 12 maggio, è stato un feroce oppositore dell’accordo.

Lucia Giannini