BALCANI. Kosovo: l’opposizione stravince, le leadership dell’UCK va in soffitta

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Il Movimento dell’Autodeterminazione, Vetevendosje, e la Lega Democratica del Kosovo, Ldk, hanno trionfato alle elezioni legislative del 6 ottobre in Kosovo, secondo i dati della Commissione elettorale centrale. Il Partito Democratico del Kosovo, la più grande forza politica del governo uscente, si è piazzato al terzo posto nelle votazioni e il suo leader, Kadri Veseli, ha riconosciuto la sua sconfitta e ha annunciato che l’opposizione ha vinto. «I cittadini hanno espresso la loro decisione e noi l’accettiamo. Il Pdk va all’opposizione, ma noi continueremo a servire il popolo e lo Stato», ha detto Veseli a Pristina, secondo Rtk.

Vetevendosje, il partito nazionalista guidato da Albin Kurti, è al primo posto con oltre il 25 per cento dei voti. Il conservatore Ldk, che ha presentato il giudice Vjosa Osmami come candidato primo Ministro, detiene oltre 24% dei voti, quasi quattro punti percentuali in più del 21,09% ottenuto dal centro-destra, il Pdk.

L’Alleanza per il futuro del Kosovo, altro partito nazionalista dei sostenitori dell’ex primo ministro Ramush Haradinaj e del Partito socialdemocratico del Kosovo, Psd, una scissione di Vetevendosje, è al quarto posto con l’11,57% dei voti. La partecipazione elettorale alle elezioni di domenica è stata del 44 per cento, secondo la Commissione elettorale centrale.

Ldk e Vetevendosje, riporta Efe, che hanno collaborato negli ultimi due anni, hanno dichiarato durante la campagna elettorale di essere disposti a formare una coalizione di governo dopo le elezioni. Il tentativo di formare un’alleanza prima del voto era fallito perché i due gruppi non sono riusciti a trovare un accordo su un candidato comune come primo Ministro. Il Parlamento del Kosovo ha 120 seggi, 20 dei quali sono riservati alle minoranze del paese e la metà all’etnia serba. Sia la Ldk che Vetevendosje ha detto che non si alleeranno con il Pdk, partito fondato dall’attuale presidente Hashim Thaci, leader Uck, al potere da quando il Kosovo è diventato indipendente.

Il nuovo governo dovrà affrontare sfide difficili, tra cui il miglioramento dell’economia per attrarre investimenti stranieri e la riduzione della disoccupazione – che si attesta intorno al 30 per cento e al 50 per cento circa tra i giovani – per non parlare della lotta alla corruzione endemica e al nepotismo. Il governo dovrà anche migliorare le relazioni con la Serbia, se possibile.

Il complicato processo di dialogo tra Pristina e Belgrado, sponsorizzato dall’Unione europea, è sospeso dal novembre 2018, dopo la decisione di Haradinaj di imporre una tariffa del 100% sui prodotti importati dalla Serbia. Il provvedimento, che viola gli accordi regionali, non è stato revocato nonostante le richieste dell’UE e degli Stati Uniti.

Maddalena Ingrao