BALCANI. Il Kosovo denuncia il rischio spionaggio nei team russi anti Covid19

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Secondo i media kosovari, la Russia sta approfittando della pandemia di covid-19 per attivare canali speciali e spionaggio nei paesi in cui avrebbe fornito aiuti umanitari.

La presenza dell’esercito russo sarebbe la prima prova di questa operazione, hanno detto in un comunicato congiunto gli esperti di sicurezza Agim Musliu e Mentor Hoxhaj e si è anche accordato con il professore dell’Up in Scienze Politiche, Ardian Kastrati, durante un approfondimento televisivo della tv di stato del Kosovo, ripreso dal quotidiano on line kosovaro Telegrafi.

L’ultimo caso di questa manovra è la Serbia, prosegue il giornale, dove la Russia ha sempre usato la sua influenza per i propri interessi, danneggiando così gli stessi interessi serbi, soprattutto quelli pro-europei e pro-occidentali. Lo testimonia la presenza di specialisti, soldati ed equipaggiamenti militari russi nel contingente umanitario che la Russia ha inviato in Serbia.

La pandemia ha dimostrato al meglio che il Centro Umanitario russo-serbo di Nis non si occupa di questioni umanitarie, in quanto per diversi mesi il Centro non ha svolto una sola attività umanitaria, soprattutto ora nel periodo del coronavirus, e questo dimostrerebbe, per i kossovari, che si tratta del centro dello spionaggio russo.

La Russia, attraverso il Centro Umanitario di Nis, afferma Telegrafi, intende condurre operazioni di spionaggio nei Balcani, come è stato il caso del tentativo di colpo di Stato in Montenegro e nella Macedonia settentrionale.

Stando a quanto affermato da Agim Musliu, «le informazioni provenienti dal Kosovo hanno impedito le operazioni dei servizi segreti russi nei Balcani (…) La cooperazione tra i Paesi della regione è vitale per la sicurezza in questa regione». 

Inoltre, va ricordato che tutti i paesi dell’area balcanica occidentale stanno fronteggiando in maniera diversa l’emergenza creata dal covid19. Il dato comune a tutti gli stati è la loro cronica mancanza di strutture e di strumenti medici e sanitari per gestire al meglio la crisi pandemica. La denuncia del Kosovo va comunque inquadrata nel quadro complessivo della contrapposizione, oggi molto aspra, tra Serbia e Kosovo. 

Anna Lotti