BALCANI. Croazia: Kolinda Grabar Kitarovic concorre per il secondo mandato 

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CROAZIA
Dopo tanti annunci alla fine il Presidente croato Kolinda Grabar Kitarovic ha dichiarato che correrà per un secondo mandato come capo di stato e afferma di volersi ispirare a Tuđman, che avrebbe conferito dignità e orgoglio alla nazione croata. Ha ribadito inoltre l’importanza dell’integrazione europea. I croati, dopo essersi sentiti dire che non avrebbero concorso alle presidenziali, hanno dovuto digerire un’altra pillola amara, Kolinda, come la chiamano i giornali croati, che ha lanciato la sua candidatura da un noto settimanale di destra croato. Quello stesso giornale che in passato aveva definito “mascalzone”. Il presidente ha tra i suoi peggiori nemici il primo ministro Plenković, con il quale il grande idillio non è mai nato. 

BOSNIA ERZEGOVINA
Il Primo Ministro del Cantone dell’Una-Sana Mustafa Ružnić ha affermato che a causa dell’aumento dei migranti è urgente stabilire un coordinamento a tutti i livelli del governo in Bosnia-Erzegovina. Le autorità del Cantone di Una-Sana affermano che dopo che dei rifugiati feriti sono stati trovati vicino alla Croazia e alla Bosnia-Erzegovina, sostenendo di essere stati picchiati dalla polizia croata, temono che continueranno a registrare in futuro eventuali attacchi contro i migranti. Qualsiasi violenza contro i migranti è inaccettabile, ha affermato la Commissione europea in relazione ai recenti eventi al confine tra Bosnia Erzegovina e Croazia, quando 18 migranti sono rimasti feriti. Non si è fatta attendere la risposta della Commissione Europea che in una intervista a N1 ha riferito: “Abbiamo visto i resoconti dei media. La commissione è sempre preoccupata per le notizie di maltrattamenti nei confronti dei rifugiati e prende molto sul serio tutte queste accuse. Qualsiasi forma di violenza contro o abuso dei migranti è inaccettabile”. Come sottolineato, i servizi della Commissione europea sono in contatto con le autorità croate per quanto riguarda le accuse di molestie e il rifiuto dei cittadini di paesi terzi di presentare domanda di asilo, ma anche per quanto riguarda l’attuazione della legislazione dell’UE sui migranti e l’asilo in senso generale. “L’UE sostiene i Balcani occidentali quando si tratta di gestire la migrazione e la crisi dei rifugiati, compresa la fornitura di un trattamento umano per le persone bisognose. Lavoriamo a stretto contatto con autorità, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative per soddisfare le urgenti esigenze dei nuovi arrivati ​​e di quelli più vulnerabili tra i rifugiati”. È stato detto in CE.

Redazione