BALCANI. Bosnia Erzegovina: la peste suina alle porte di casa

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Il ministro del Commercio estero e delle Relazioni economiche bosniaco Mirko Sarovic ha deciso di creare un Centro congiunto per il controllo della peste suina africana, un quartier generale di crisi che si adopererà per prevenire l’insorgenza di questa malattia in Bosnia ed Erzegovina.

Stando a quanto riporta il sito di notizie Hayat, il compito del team è quello di attuare tutte le misure di controllo e prevenzione necessarie, cioè di prevenire l’introduzione della peste suina africana nella Bosnia Erzegovina, dopo l’insorgenza della malattia nella regione balcanica. La peste suina è stata segnalata in Serbia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Bulgaria.

Il Centro comune lavorerà per coordinare l’attuazione di tutte le attività e le misure volte a prevenire l’introduzione, la diagnosi precoce e il controllo della peste suina africana, nonché il coordinamento dei test epidemiologici nel territorio della Bosnia-Erzegovina.

Il ministero del Commercio estero e delle relazioni economiche della BiH ha dichiarato che l’Ufficio veterinario della Bosnia Erzegovina aveva precedentemente adottato una linea guida sul divieto temporaneo di importazione di alcune partite di maiali dalla Repubblica di Serbia per impedire l’introduzione in Bosnia-Erzegovina della peste suina africana, vietando nel contempo l’importazione di suini domestici e selvatici, nonché di prodotti provenienti da suini domestici e selvatici che non sono stati trattati in modo tale da distruggere in sicurezza il virus della peste suina africana, riporta Fena.

La peste suina ha fatto strage di maiali in Asia. A maggio 2019, la più grande provincia suinicola del Viet Nam, quella di Dong Nai, è stata colpita dal ceppo letale della malattia e le autorità si sono mosse rapidamente nel tentativo di impedirne la diffusione. Il Vietnam è il terzo paese ad essere colpito dalla peste suina africana dopo Cina e Mongolia. Il virus è stato individuato per la prima volta nella provincia settentrionale cinese di Hung Yen il 1° febbraio, prima che si diffondesse in tutto il paese.

In Cina la crisi ha continuamente spinto i prezzi della carne di maiale verso l’alto negli ultimi sei mesi tanto che il prezzo è aumentato di quasi il 30% rispetto all’anno precedente a luglio, secondo i dati ufficiali. Le autorità chiedono ai governi delle città di aiutare a sovvenzionare gli allevamenti di suini e chiedono alle banche di garantire che gli allevatori di suini e le aziende di lavorazione della carne suina abbiano accesso a un sostegno al credito o a polizze assicurative favorevoli.  

Le autorità, tra l’altro, hanno detto che premieranno anche i governi delle città che contribuiranno a consolidare le operazioni di macellazione locale, stanziando fino a 80 milioni di yuan tratti dal bilancio provinciale per sovvenzionare simili iniziative locali. 

Graziella Giangiulio