BALCANI. Anche chi scappa dall’Iran usa la rotta balcanica 

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Interni

SLOVENIA
La rotta balcanica, spesso utilizzata da migranti provenienti da zone di guerra come Siria e Iraq, viene adoperata ultimamente anche da persone originarie di altri Paesi, tra i quali la Repubblica Islamica d’Iran. Infatti, la Polizia austriaca ha scoperto oggi undici immigrati irregolari di origine iraniana su un carro merci proveniente dalla Slovenia e diretto in Germania. In questo gruppo di persone, la polizia ha registrato la presenza di cinque minori. L’immigrazione irregolare iraniana potrebbe essere la conseguenza di due fenomeni: la crescente incertezza sulla stabilità del Paese che spinge molti a fuggire; la riduzione dei numeri di visti che il Governo di Teheran è disposto a concedere, visto l’elevato numero di iraniani all’estero. Il Presidente dell’Assemblea Nazionale slovena, Dejan Zidan, ha dichiarato, durante il 77°anniversario delle battaglie partigiane in Kočevski Rijeka, che nuove forme di nazismo e fascismo stanno emergendo in Europa. Oggi, secondo Dejan Zidan, i giovani hanno il dovere morale di ricordare e, soprattutto, di resistere all’emergere di nuove destre nel vecchio continente. 

CROAZIA
In Croazia e in Bosnia ed Erzegovina la polizia speciale croata ha condotto delle operazioni finalizzate all’arresto di persone affiliate alla criminalità organizzata locale. Le operazioni hanno portato all’arresto di venti persone, tra i quali anche un ex poliziotto. 

BOSNIA ED ERZEGOVINA
Il genocidio di Srebrenica, a differenza di altri genocidi, non è mai stato ricordato all’interno del Consiglio d’Europa. Quest’anno, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Turco Mevlut Cavusoglu, il Consiglio lo ricorderà l’11 luglio. Sempre Cavusoglu ha ribadito che la Turchia sosterrà tutte le azioni finalizzate al ricordo del genocidio dei bosgnacchi.
Il Presidente di SDP, Nermin Niksic, ha deciso di sciogliere il Comitato cantonale del suo partito a Tuzla e di introdurre una Commissione per l’organizzazione locale. La decisione di Niksic è la conseguenza della scelta della sezione locale di SDP di entrare in trattative con il Partito d’Azione Democratica (SDA) per la formazione del governo nel cantone di Tuzla. Il Presidente locale di SDP, Enver Bjedic, ha criticato questa scelta di Niksic, considerandola disastrosa, e che rischia di far abbandonare il partito a molti suoi membri.

MONTENEGRO
Le autorità statunitensi hanno arrestato alcuni montenegrini tra l’equipaggio della MSC Cayané, accusati del trasporto di 18 tonnellate di cocaina. La quantità di droga sequestrata, secondo i media statunitensi, non ha precedenti nella storia e ha un valore di circa 1,3 miliardi di dollari. La DEA ha fatto sapere che la nave è arrivata a Philadelphia, passando dall’Europa, dal Cile, dal Perù e dalle Bahamas. I membri dell’equipaggio, tra i quali alcuni montenegrini, hanno dichiarato di non essere a conoscenza del carico di cocaina presente sulla nave. 

KOSOVO
La polizia del Kosovo ha arrestato 23 persone accusate di corruzione e abuso d’ufficio: 16 del ministero delle Infrastrutture; tre medici; uno psicologo; due proprietari di scuole guida e un autista. I sospettati rilasciavano, previo pagamento di cifre che si aggiravano tra i 400 e 1000€, patenti di guida senza test. 

ALBANIA
Il leader di opposizione al governo di Edi Rama, Lulzim Basha ha invitato tutti gli albanesi a scendere in piazza lunedì a Tirana per una grande manifestazione contro quella che ha definito una dittatura criminale che minaccia la libertà e la dignità nel Paese. 

Esteri

SERBIA/KOSOVO
Il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, ha dichiarato in modo esplicito che, secondo lui, l’Unione Europea non ha intenzione di portare avanti delle trattative per il riconoscimento dell’indipendenza al Kosovo. La cosiddetta “normalizzazione” auspicata da Bruxelles è, sempre secondo Dadic, una pacificazione nella quale dovrebbe essere riconosciuta un certo grado di autonomia a Pristina. In merito si è espressa anche l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, Federica Mogherini, che ha escluso l’imminente riapertura del dialogo tra Pristina e Belgrado a causa dei dazi imposti sui prodotti serbi.

ALBANIA
Il sogno della “Grande Albania”, almeno per quanto riguarda i kosovari, sembra attuale e ricorrente in alcuni discorsi politici di esponenti di Pristina. Sebbene quest’ultimi corteggino continuamente le autorità di Tirana, l’ex ambasciatore albanese in Kosovo, Arben Cejku, ha dichiarato che il suo Paese dovrebbe evitare di interferire negli affari interni del Kosovo.

MACEDONIA DEL NORD
Si è svolto il sesto summit del Processo di Berlino per i Balcani occidentali a Poznan. Il Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, ha avuto l’occasione di incontrare il suo omologo francese, Edouard Philippe, con il quale ha discusso del rilancio della cooperazione politica ed economica tra i due Paesi. Il primo Ministro francese si è complimentato con Zaev per i risultati raggiunti, soprattutto con l’Accordo di Prespa Sempre durante il summit di Poznan, la Cancelliera Angela Merkel ha cercato di tranquillizzare Zaev e gli altri leader dei Balcani dopo le dichiarazioni di Emmanuel Macron. La Cancelliera tedesca ha dichiarato che il processo di riforma dell’UE non comporta necessariamente uno slittamento dell’ingresso di Albania e Macedonia del Nord.

Economia

CROAZIA
Il ministro delle Finanze, Zdravko Maric, ha riunito per il quarto anno consecutivo un gruppo di lavoro ad hoc per interviene sulla riforma fiscale. Gli operatori turistici, colpiti dalle politiche economiche di Zagabria, hanno chiesto una riduzione urgente dell’aliquota IVA, dall’attuale 25% al 13%. Inoltre, i sindacati di questo comparto hanno chiesto il ritorno ai buoni pasto per i lavoratori esenti da tassazione e il ritorno al congedo per malattia a 42 giorni invece di soli 15.

SERBIA
Il ministro dei Trasporti, Zorana Mihajlovic, ha dichiarato di voler includere anche Macedonia e Grecia nella costruzione della tratta della Belt and Road che va da Belgrado a Budapest. Il Governo di Belgrado vorrebbe una partecipazione alla realizzazione di metà del collegamento che la Serbia dovrà costruire, quello tra Novi Sad a Subotica, necessario anche a Skopje e Atene per collegare il porto del Pireo ai Balcani occidentali.

Redazione