BAHREIN. Mattis conferma l’alleanza di ferro con l’Arabia Saudita

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Il segretario alla Difesa statunitense Jim Mattis ha detto che l’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi ha minato la stabilità del Medio Oriente e che Washington avrebbe preso ulteriori misure contro i responsabili. L’assassinio dell’editorialista del Washington Post Khashoggi ha scatenato una crisi politica per il primo esportatore mondiale di petrolio. Gli alleati dell’Arabia Saudita hanno reagito pesantemente verso il perno dell’area del gioco di alleanze statunitense, riporta Reuters.

Mattis ha anche detto che il rapporto fondamentale tra Washington e Riyad non cambierà, mentre il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir ha detto che i responsabili dell’omicidio saranno perseguiti nel Regno e che le indagini richiederanno tempo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di voler andare a fondo, sottolineando anche il ruolo di Riyad come alleato contro Teheran e i militanti islamisti, oltre ad essere un importante acquirente di armi statunitensi.

«Con i nostri interessi collettivi per la pace e l’incrollabile rispetto dei diritti umani in mente, l’assassinio di Jamal Khashoggi in una struttura diplomatica deve preoccupare tutti noi (…) Il fallimento di una nazione nell’aderire alle norme internazionali e allo stato di diritto mina la stabilità regionale in un momento in cui è più necessario», ha detto Mattis, in Bahrein. Non ha menzionato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per nome in nessun punto. La magistratura saudita ha detto che l’uccisione di Khashoggi è stata premeditata, contraddicendo una precedente dichiarazione ufficiale in cui si ribadiva l’accidentalità della morte. I funzionari sauditi hanno anche detto che è stato accidentalmente ucciso in un’operazione di sicurezza non riuscita per riportarlo nel regno.

Al meeting del Dialogo di Manama, Mattis ha poi descritto il comportamento iraniano definendolo dirompente, messaggio condiviso dagli alleati del Golfo che condividono preoccupazioni simili sulla crescente influenza dell’Iran in Siria e in Iraq.

Mattis ha poi detto che l’uccisione di Khashoggi non diminuirà i legami con l’Arabia Saudita e il ministro degli Esteri Jubeir, parlando alla stessa conferenza, ha detto che le relazioni di Riyadh con Washington sono “di ferro” in quella che ha chiamato “isteria nei media” sull’uccisione di Khashoggi.

Luigi Medici