BAHREIN. In piazza per difendere lo sceicco Isa Qassim

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Ampie manifestazioni sciite hanno interessato l’intero Bahrein. Il clero sciita del Bahrein aveva invitato i fedeli di tutti i ceti sociali a partecipare alle manifestazioni nazionali di solidarietà con il religioso sciita, sceicco Isa Qassim, che il regime sunnita degli Al Khalifah ha spogliato della sua cittadinanza ed ha messo sotto processo.

In una dichiarazione pubblicata il 28 gennaio, riporta Press Tv, intitolata “In difesa della nostra fede e del nostro orgoglio”, i religiosi sciiti avevano esortato il Bahrein a scendere in piazza il 29 gennaio in segno di protesta contro la persecuzione fatta dal regime di Manama della maggioranza sciita nel regno del Golfo Persico.

Nei consueti toni il clero sciita scriveva che: «Con la presente impegniamo a versare l’ultima goccia del nostro sangue in difesa del leader religioso e nazionale, l’Ayatollah Sheikh Isa Ahmed Qassim (…) La risposta alla sanguinosa e aggressiva repressione del regime deve essere la fermezza, scendendo in piazza (…) e mostrando una forte presenza pacifica in tutte le attività»

La dichiarazione ha accusato ulteriormente il regime di Al Khalifah e i suoi sostenitori stranieri per la crescente instabilità in Bahrein.
«È un crimine uccidere le persone attraverso decreti. Il re Hamad bin Isa Al Khalifah e i servizi di sicurezza britannici sono pienamente responsabili di un tale crimine e della diffusa violenza settaria», sottolineavano i religiosi.

Migliaia di persone in Bahrein hanno espresso il loro sostegno incondizionato per lo sceicco Qassim e altri clerici sciiti imprigionati.
Il 26 gennaio scorso, lamentano gli sciiti del paese la sicurezza di Manama ha reagito ad un sit-in vicino alla residenza dello sceicco Qassim nel villaggio nord-occidentale di Diraz, usando proiettili veri contro i manifestanti disarmati.

Occorre ricordare che le autorità del Bahrein hanno privato lo sceicco Qassim, leader spirituale del gruppo di opposizione al-Wefaq, della sua cittadinanza, il 20 Giugno 2016, sciogliendo poi le istituzioni religiose e culturali che lo seguivano.

Il Bahrein è attraversato da una instabilità diffusa anti regime dal 2011. I manifestanti chiedono che sia stabilito un sistema di rappresentanza di tutta la popolazione per porre un freno alla dinastia degli Al Khalifah oggi al potere in Bahrein.

Lucia Giannini