Azerbaijan 2013: possibile rielezione di Ilham Aliyev

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Dopo la fine del mandato del presidente Ilham Aliyev, le elezioni presidenziali del 2013 rappresentano un evento cruciale per la storia dell’Azerbaijan, perché potrebbero vedere la rielezione per la terza volta consecutiva dell’attuale presidente grazie al grande consenso popolare di cui gode.

A circa un anno di distanza dalle prossime elezioni elettorali la società politica azera è attiva nel discutere la prossima campagna elettorale organizzata per le votazione del 2013. Tale discussione è stata richiesta e promossa dal partito al potere, Eni Azerbaijan, il cui candidato alle prossime elezioni sarà l’attuale presidente azero Ilham Aliyev, candidatura resa possibile dopo l’abolizione della limitazione dei mandati avvenuta nel 2009 grazie ad un emendamento costituzionale. In questo modo l’attuale presidente ha la possibilità di candidarsi per la terza volta alle elezioni presidenziali e, secondo le stime raccolte dai sondaggi popolari, potrebbe riconfermarsi come presidente con un consenso tra la popolazione pari al 70-90%.

Mentre il partito al governo ha delineato le proprie linee guida per affrontare la campagna e le elezioni, l’operato dell’opposizione appare di difficile lettura e comprensione a causa della segmentazione e della divisione tra i vari partiti che hanno dimostrato un’incapacità di presentare un unico candidato. L’opposizione in Azerbaijan è generalmente rappresentata dalle forze unite nella struttura chiamata “la Camera Pubblica”; allo stato attuale questa struttura presenta l’incapacità di riunire le forze in un unico candidato per il mancato accordo tra il leader del partito PPFA, Ali Kerimli, e quello del partito Musavat, Isa Gambar.
Un altro aspetto importante che delinea la debolezza dell’opposizione azera è dato dall’assenza di successi nelle attività di mobilitazione generale e di protesta: esempio lampante è stato il movimento di protesta chiamato “The Great Peoples Day”, il quale riuscì a riunire soltanto duecento persone. Questo evento, unito ad altre manifestazioni organizzate dall’opposizione mal riuscite, hanno evidenziato l’incapacità della “Camera Pubblica” e delle organizzazioni non governative ad essa afferenti di far leva sui giovani del paese e di guadagnare consensi.