AUTOMOTIVE. L’Europa occidentale varrà sempre meno: nel 2030 solo il 5%

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Nel 2030 l’Europa occidentale rappresenterà solo il cinque per cento della produzione mondiale di automobili, l’anno scorso era il 15 per cento. I produttori europei dovranno far fronte agli effetti della pandemia globale. Allo stesso tempo, dovranno rispettare limiti di emissione sempre più severi, che porteranno ad automobili più costose.

Questo è quanto emerge dal Global Automotive Executive Survey di Kpmg, cui hanno preso parte più di 1.100 dirigenti di 30 paesi, riporta ReMix News. Secondo Kpmg, la quota dell’Europa entro il 2030 potrebbe essere ancora più bassa a causa del significativo impatto della pandemia nella regione. Al contrario, la Cina, che lo scorso anno rappresentava il 27% della produzione automobilistica, continuerà a rafforzare la sua posizione sul mercato.

«L’Europa è in un periodo di transizione che prevede l’introduzione di limiti di emissione più severi, che renderanno le auto più costose. Questo è un altro colpo che le case automobilistiche troveranno difficile da affrontare. La soluzione sarebbe quella di posticipare i nuovi limiti di emissione per diversi anni, e le trattative su questa opzione sono già in corso. Il calo potrebbe essere superiore al 30% se non si interviene», avverte Kpmg.

Si prevede che si verificheranno nuove partnership, fusioni e acquisizioni, poiché il mercato è in attesa di un consolidamento. I leader del settore automobilistico si aspettano anche una drastica riduzione del numero di negozi dal 20 al 30% in futuro. L’attuale crisi accelererà ulteriormente questa tendenza. Inoltre, oltre l’80% dei manager ritiene che il ruolo degli showroom debba cambiare, poiché le case automobilistiche si affidano sempre più ai canali digitali, ai contratti flessibili e alla gestione dei dati.

Non solo la capacità di riprendersi dalla recessione post-Covid determinerà come le case automobilistiche se la caveranno a lungo termine, ma l’accesso alle risorse naturali giocherà un ruolo chiave. La Cina ha un vantaggio in questa direzione, in quanto dispone e controlla le materie prime per la produzione di auto a batteria.

Le risorse naturali e la politica decideranno anche il tipo di guida che le case automobilistiche sosterranno. I leader delle case automobilistiche europee si stanno concentrando sulle auto elettriche a batteria (83%) e sulle auto ibride (80%), i produttori nordamericani vogliono continuare a investire nei motori a combustione interna (89%). Questo vale anche per i diesel, che rimangono quindi un’alternativa per il futuro.

Lucia Giannini