Autarchia linguistica nordcoreana

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di Lucia Giannini COREA DEL NORD – Pyongyang 28/11/2016. Un numero crescente di parole straniere e incongruenze stilistiche sono comparse recentemente sul giornale statale nordcoreano Rodong Sinmun.

Secondo quanto riporta Daily Nk, le autorità locali della provincia di Ryanggang hanno tenuto una serie di conferenze sulla necessità di «combattere attivamente per sradicare la cattiva abitudine di usare lingue straniere, tra cui parole di origine giapponese e la lingua del regime fantoccio» cioè la Corea del Sud.

Simili conferenze sono aumentate da maggio 2016, e sottolineano la necessità di proteggere il senso di identità nazionale, anche nel linguaggio; tuttavia, il quotidiano nordcoreano sembra non aver seguito l’esempio fornito dalle conferenze.

Un’analisi della terminologia usata dal Rodong Sinmun rivela che la pubblicazione statale ha utilizzato, per fare un esempio, parole giapponesi derivati dall’Inglese tra cui “gopu” (tazza) “zak (zip)”, “hama (martello)”. Accanto a questo ci sono poi parole in inglese: come rice box e rice bowl; si tratta di termini spesso utilizzati dai cittadini comuni, ma che non compaiono nel dizionario della lingua ufficiale pubblicato dalla Corea del Nord Social Science Publishing House, e sono pertanto considerati una impurità per le pubblicazioni ufficiali.