Condannato basista di DAESH in Australia

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AUSTRALIA – Sidney 12/07/2016. Un tribunale australiano ha condannato Hamdi Al Qudsi, cittadino australiano di Sidney, a dieci anni di carcere per il reclutamento di sei giovani andati poi a combattere con lo Daesh e al Qaeda in Siria.

Al Qudsi, 42 anni (nalla foto), è stato riconosciuto colpevole dalla Cote Suprema dello Stato del New South Wales di averli arruolati nel 2013, riporta la Australian Broadcasting Company, con lo scopo di combattere a fianco gruppi ritenuti dal governo australiano organizzazioni terroristiche. Al Qudsi era accusato di aver lavorato assieme al dichiarato combattente di Daesh, Mohammed Ali Baryalei di aver fatto arruolamenti e inviato i combattenti in Siria. Il ruolo di al Qudsi è stato di aver fatto tutti i preparativi logistici per far partire i 7 uomini tra il giugno e l’ottobre 2013 verso la Siria per combattere con Jabhat al Nusra e Daesh.
Con la nuova normativa approvate nel 2014, gli australiani rischiano una pena fino a 10 anni di prigione per “viaggi all’estero” verso zone ritenute off limits, come la provincia di Raqqa, in Siria. Due degli uomini arruolati da Al Qudsi, Tyler Casey e Caner Temel, sono stati uccisi in Siria; altri due uomini, Muhammed Abdul-Karim Musleh, alias Abu Hassan, e Mehmet Biber, sono invece rientrati. Un altro uomo, Amin Mohamed, non si è mai allontanato dall’australi: arrestato e condannato per attività terroristica. Mentre di Abu Alim e Nassim Elbahsa si sono perse le tracce. Al Qudsi è stato il primo ad essere giudicato in base alle nuove leggi antiterrorismo.
Centinaia di mail, intercettazioni telefoniche e massaggi social tra al Qudsi e Ali Baryalei sono state al centro delle fasi dibattimentali del processo. Ali Baryalei è partito per la Siria nell’aprile 2013 e sarebbe stato ucciso nell’ottobre 2014.
In totale circa 100 persone hanno lasciato l’Australia per la Siria per combattere al fianco dello Stato islamico, aveva reso noto il ministero dell’Immigrazione australiano ha detto all’inizio del 2016. Australia è stato in allerta dal 2014 e le autorità dicono di aver sventato una serie di attentati. Ci sono stati però diversi attacchi compiuti da “lupi solitari”, come l’attacco del 2014 in un caffè a Sydney; l’accoltellamento di due poliziotti a Melbourne da parte di un quindicenne, poi ucciso, e nel 2015, sempre a Sidney, un ragazzo di 15 anni ha sparato ad un ragioniere in una centrale di polizia a Sydney ed è stato poi ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia.