AUSTRALIA. Scontro a fuoco nel centro per i rifugiati

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È di nuovo scoppiata la violenza nei giorni scorsi in un centro australiano di detenzione per richiedenti asilo in Papua Nuova Guinea. Negli scontri sono stati sparati colpi di arma di fuoco riporta Reuters.

Non ci sono state notizie di feriti gravi al centro sull’isola di Manus, ma sono aumentate le pressioni sul governo dell’Australia per chiudere Manus e un altro centro a Nauru dei gruppi per i diritti e le Nazioni Unite, che ne hanno criticato le cattive condizioni di vita.

La Abc nel dettaglio riporta che un gran numero di uomini ha cercato di entrare nel centro di detenzione e che la polizia ha dovuto sparare per disperderli. Questi uomini sono poi tornati armati e hanno risposto al fuoco. Abc riporta che sono stati sparati fino a 100 colpi contro un’ala alloggiava della struttura.

Il Dipartimento dell’Immigrazione e della protezione delle frontiere dell’Australia ha poi confermato gli eventi in un comunicato: «C’è stato un incidente al Rpc Manus (nella foto di repertorio) che ha coinvolto per tutta la notte i residenti e il personale militare» si legge nel comunicato, «Il personale militare ha scaricato le armi in aria durante l’incidente. L’incidente è stato rapidamente risolto».

Un detenuto del centro è stato colpito alla testa da una pietra e ricoverato; non è stato confermato il ferimento di due guardie e il conflitto a fuoco. Secondo Amnesty International, l’incidente è stato scatenato da un alterco tra i richiedenti asilo e i residenti. L’Australia ha una rigorosa politica dell’immigrazione e non permettere a nessuno che cerca di raggiungere il paese in barca di stabilirvisi; li trattiene in campi di detenzione in isole del Pacifico, in cui l’elaborazione delle richieste di asilo può richiedere anni.

Questa politica ha attirato le critiche delle Nazioni Unite e delle organizzazioni per i diritti.

La Corte suprema della Papua Nuova Guinea l’anno scorso ha stabilito che la detenzione dei richiedenti asilo a Manus viola la costituzione e ha ordinato che il campo venisse chiuso.

Maddalena Ingroia