Attivismo australiano di IS

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ITALIA – Roma 24/12/2014. La polizia federale australiana (Afp) ha lanciato un’altra serie di operazioni e di retate contro cellule dormienti dello Stato islamico operanti nel paese.

L’episodio di Sydney e l’emergere di un altro credibile minaccia specificamente contro una sede governartiva non specificata hanno fatto drizzare le antenne. Almeno due uomini sono stati arrestati nel ultime 24 ore per il loro ruolo nel facilitare operazioni terroristiche a Sydney, e non ancora chiaro se due fossero in connessione o meno. Secondo ultime stime, circa 300 australiani avrebbero lasciato paese per andare ad unirsi allo Stato Islamico combattendo in Siria. Ma la situazione australiana, non è così lineare; Haron Monis, il terrorista di Sidney, non era parte delle cellule dormienti affiliate allo Stato islamico, agiva da “lupo solitario” aderendo all’invito di Abu Bakr al Baghdadi a colpire obiettivi occidentali anche se da soli. Invito che sembrerebbe, nonostante le smentite ufficiali, sarebbe stato accolto anche dai francesi che hanno compiuto azioni criminali nei giorni scorsi investendo e accoltellando passanti e poliziotti, o dagli svedesi che a Malmoe terrorizzano oltre la metà della città. Tornando in Australia, questo paese non è nuovo alle minacce di Is nei confronti del governo e soprattutto alle minacce contro il premier Abbott. Le operazioni dell’Afp, in quella che è divenuta la più grande operazione anti-terrorismo nella storia del paese, avevano già sventato un piano per colpire bersagli multipli a Sydney e Brisbane, come l’ambasciata americana e il Parlamento australiano. Lo Stato islamico aveva usato un australiano dal nome di Abu Khaled per lanciare la propria minaccia.
La presenza di australiani è talmente acclarata e “famosa” che il “gruppo media militare” di Omar al-Shishani manda in onda un programma radiofonico dedicato agli australiani a riprova dell’importanza della lo presenza. A riprova, uno degli ultimi “Message of the Mujahid” era proprio lanciato da un combattente australiano, fisionomicamente occidentale, che inviava i suoi compatrioti a ribellarsi al governo australiano e a unirsi allo Stato islamico.