AUSTRALIA. A giudizio il sistema bancario

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Le montanti critiche all’oligopolio appoggiato dal governo di 4 banche, National Australia Bank (Nab) Commonwealth Bank of Australia (Cba), Westpac e Australia e New Zealand Banking Group (Anz), hanno costretto il premier Malcom Thurnbull a istituire una commissione d’inchiesta sulle “Big Four”.

Stando a Asia Times, Turnbull ha creato una Commissione reale per le pratiche bancarie, anche se molto più tardi di quanto molti sperassero. L’opposizione, guidata dai partiti laburisti e verdi, aveva condotto una campagna per la creazione una simile commissione negli ultimi 18 mesi. La settimana scorsa, la Commissione reale ha ascoltato testimonianze di pratiche scorrette che hanno scosso la fiducia nel settore bancario e nel governo.

Il ministro delle Finanze e delle entrate Kelly O’Dwyer, che in precedenza aveva detto che la commissione era una «inchiesta alla ricerca di qualcosa su cui indagare», ha cambiato il suo tono alla luce delle rivelazioni di diffuse cattive condotte e carenze normative. Il governo ora intenderebbe prorogare il mandato della commissione per un altro anno. L’amministrazione di Turnbull, inoltre, ha reso noti i piani per aumentare significativamente le sanzioni in caso di illeciti societari e frodi.

Le rivelazioni della commissione hanno costretto alle dimissioni il direttore generale di Amp, una delle principali società di fondi, assicurazioni e consulenza finanziaria con 170 anni di storia, una delle istituzioni finanziarie più rispettate in Australia al di fuori delle “Big Four”. 

Le rivelazioni hanno scosso il già traballante governo di coalizione di Turnbull con le elezioni del 2019 all’orizzonte. Se nel 2016, il tesoriere federale Scott Morrison aveva descritto gli appelli per una Commissione reale sulle banche come un «capriccio populista», la settimana scorsa ha detto che i dirigenti delle banche potrebbero andare in carcere.

Il governo sembra tuttavia opporsi a un’inchiesta giudiziaria completa sulle conclusioni della commissione. L’opposizione sta esercitando pressioni sul governo affinché svolga un’inchiesta di questo tipo.

Sotto amministrazioni successive, l’Australia ha avuto una politica dei “quattro pilastri” che ha protetto le Big Four dall’acquisizione straniera e dall’acquisizione o fusione tra di loro. Ciò ha creato un sistema bancario in cui i quattro maggiori istituti controllano circa l’80% del mercato. Nel 2008, all’apice della crisi finanziaria mondiale, il governo ha effettivamente prestato alle banche il rating sovrano AAA per consentire loro di continuare a prendere in prestito fondi sui mercati mondiali del debito; la ragione chiave per cui l’Australia ha resistito alla tempesta finanziaria relativamente intatta.

Dieci anni dopo, la Commissione reale fornisce un’altra storia secondo cui un’eccessiva protezione ha impedito alle banche di essere colpite nel breve termine impedendone quindi ristrutturazione e riforme; le “quattro grandi” hanno inghiottito le banche regionali più piccole, e hanno dominato il lucrativo settore della gestione patrimoniale e della consulenza finanziaria del paese.

Le “Big Four” stavano fabbricando prodotti finanziari e li stavano vendendo con il pretesto di una consulenza finanziaria indipendente.

Lucia Giannini