Attacchi indiani in Pakistan

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di Antonio Albanese INDIA – Nuova Delhi 30/09/2016. L’esercito indiano ha effettuato una serie di attacchi chirurgici attraverso la linea di controllo nello Jammu e Kashmir per impedire a “terroristi” pakistani che nell’area «si sono posizionati con lanciamissili portatili per effettuare attacchi nelle aree metropolitane di Jammu e Kashmir», ha detto l’esercito ripreso dall’emittente indiana Ndtv.

Non ci sono state vittime indiane negli attacchi, iniziati nella giornata del 29 settembre, in territorio pakistano; questi attacchi mirati hanno visto l’impiego di commando paracadutisti ed elicotteri che hanno colpito otto posizioni tenute dai terroristi arrivando fino a 2 km attraverso la linea di controllo. L’esercito ha detto che il Pakistan è stato informato, in linea con il protocollo, degli attacchi transfrontaliera e che l’azione è arrivata dopo un azione di intelligence di una settimana nei luoghi in cui i terroristi si erano stabiliti per attaccare in India.

L’esercito, prosegue Ndtv, ha anche detto che i terroristi arrestati di recente hanno confessato di essere stati addestrati  in Pakistan. Gli attacchi sono stati la prima azione militare importante presa da India dopo l’attacco a un campo militare a Uri in Kashmir all’inizio di settembre, in cui sono rimasti uccisi 18 soldati. Politicamente e diplomaticamente, il governo indiano aveva annunciato altre misure nella sua campagna contro il Pakistan come il boicottaggio del summit Saarc in Pakistan.

L’ufficio stampa dell’esercito pakistano ha detto che l’India ha ucciso due dei suoi soldati nell’operazione transfrontaliera: «Questa ricerca indiana di creare clamore mediatico dal definire scontri a fuoco sul confine come attacchi chirurgici è fabbricare la verità (…) Il Pakistan ha messo in chiaro che se c’è un attacco chirurgico sul suolo pakistano, riceverà una immediata e forte risposta».