Astana smentisce la bancarotta

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KAZAKHSTAN – Astana 18/02/2014. La banca centrale del Kazakhstan ha cercato di stemperare le preoccupazioni tra i risparmiatori, respingendo le voci di imminente fallimento di diversi istituti di credito nazionali, il 18 febbraio.

Il presidente della Banca nazionale, Kairat Kelimbetov, in un comunicato ha definito infondate le voci circolate, a quanto pare tramite sms, sulle incerte condizioni finanziarie di un certo numero di banche che avrebbero portato ad un picco nella domanda di valuta estera.  «La Banca nazionale conferma che questa informazione è falsa, speculativa e fuorviante e mira a destabilizzare il sistema bancario del Paese”, ha detto Kelimbetov. 

Le tre banche al centro delle voci di fallimento sono la Alliance, la Center Credit e la Kaspi; tutti e tre gli istituti bancari avevano in precedenza rilasciato una dichiarazione congiunta per rassicurare i clienti. 

La Banca nazionale e gli istituti di credito hanno invitato le forze dell’ordine a perseguire i responsabili dei rumors. È però vero che il Kazakhstan ha svalutato la sua moneta nazionale, il tenge, del 18,9 per cento l’11 febbraio. 

La svalutazione del tenge ha fatto seguito all’indebolimento del rublo, che a gennaio è sceso al suo livello più basso contro il dollaro dal marzo 2009. 

Le valute di una serie di economie in via di sviluppo, tra cui Russia, Turchia, Argentina e India, hanno visto una sostanziale diminuzione di valore in seguito ai timori di un rallentamento della crescita e per gli effetti della politica monetaria degli Stati Uniti tesi a limitare la quantità di dollari in circolazione.