Assad: la Turchia pagherà caro il suo sostegno ai terroristi

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SIRIA – Damasco 05/10/2013. Il presidente siriano Bashar al-Assad ha lanciato un monito al Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan in una intervista alla Tv turca Halk specificando che la Turchia pagherà a caro prezzo il suo sostegno ai gruppi estremisti che attualmente stanno combattendo in Siria, «Non è possibile utilizzare il terrorismo come una carta e tenerla in tasca perché è come uno scorpione che non esiterà a morderti in qualsiasi momento».

La forte presenza di ribelli di Al-Qaeda lungo il confine tra Siria e Turchia è un rischio che porterà una grande destabilizzazione per lungo tempo nella regione, inoltre gli scontri occorsi il mese scorso tra questi e le milizie di Assad hanno determinato la chiusura del valico di frontiera tra i due paesi. Il governo turco, secondo Assad, è diventato uno dei più ferventi sostenitori dei gruppi armati che combattono contro il suo governo e ha accusato Erdogan di mentire circa le situazioni in Siria. «Tutto ciò che si dice sulla Siria e la sua gente sono solo un mucchio di bugie, questo è tutto (…) Erdogan non sta facendo altro che sostenere i terroristi» ha detto Assad dopo aver negato ancora una volta di aver perpetrato un attacco con armi chimiche nel mese di agosto spiegando che l’arsenale di armi chimiche del suo paese, che verranno eliminate nel quadro di una risoluzione delle Nazioni Unite, sono sempre state nelle mani delle forze speciali ed erano gli unici in grado di utilizzarle. «La preparazione di tali armi è un’operazione tecnica complessa e necessita di una speciale procedura e possono essere utilizzate solo a seguito di uno speciale ordine da parte del Capo di Stato Maggiore. Questo non si è mai verificato ed è impossibile che siano state usate».

Il 3 ottobre, il parlamento turco ha intanto prorogato per un altro anno il mandato che autorizza il dispiegamento di truppe in Siria, in caso di necessità. Il presidente Assad ha invece riconosciuto che l’elicottero siriano, abbattuto dai militari turchi  il 16 settembre, aveva violato lo spazio aereo turco, spiegando che questa mossa aveva l’obiettivo di impedire «l’infiltrazione di un elevato numero di terroristi». Secondo il presidente siriano, i due piloti sono stati barbaramente decapitati dai takfiri  dopo che l’elicottero è caduto sul suolo siriano.

Nel frattempo continuano gli scontri tra il governo di Damasco e i ribelli all’interno dei propri confini. L’esercito regolare ha riconquistato la cittadina strategica di Khanasser, zona nord di Aleppo. I gruppi armati si erano impadroniti di alcuni villaggi nel mese di agosto, tagliando le vie di rifornimento dell’esercito ad Aleppo. Secondo i rapporti sono almeno 25 i militanti rimasti uccisi. Khanasser è considerata una città strategica per i collegamenti con la città di Aleppo, ora sarà possibile riattivare il trasporto dei convogli di aiuti alimentari e medici. L’esercito nazionale siriano a partire da maggio 2013 ha lanciato una operazione militare su vasta scala nelle principali province del Paese per ripristinare la sicurezza ed eliminare le minacce terroristiche. Le agitazioni in Siria, scoppiate nel marzo 2011, hanno portato tutta la regione in una situazione di grande instabilità, il governo di Damasco ha accusato la presenza di molti attori stranieri nel conflitto, che stanno orchestrando e sostenendo i gruppi di opposizione con armi e denaro.